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Tenuta presidenziale di Castelporziano apre al pubblico

Roma – Dal 20 settembre, anniversario della breccia di Porta Pia, la tenuta presidenziale di Castelporziano aprira’ le porte al pubblico con visite organizzate che seguiranno sette percorsi, cinque naturalistici e due di carattere storico-artistico e archeologico. La tenuta del litorale romano, che si estende su una superficie di 6.039 ettari e dista 25 chilometri dal centro, sara’ l’ultima delle tre residenze del presidente della Repubblica ad accogliere i visitatori, dato che sia il palazzo del Quirinale che Villa Rosebery a Napoli hanno gia’ attivato dei percorsi di visita.

“Dopo il Palazzo del Quirinale e villa Rosebery, dal 20 settembre anche questa straordinaria residenza potra’ essere visitata prenotandosi sul sito del Quirinale. E’ un’iniziativa”, ha sottolineato Giovanni Grasso, portavoce e capo ufficio stampa della presidenza della Repubblica, in un incontro con i giornalisti nel complesso monumentale del castello all’interno della tenuta, “alla quale il presidente Mattarella teneva particolarmente e sara’ realizzata grazie al grande lavoro svolto dalla commissione tecnico-scientifica che si occupa della tenuta perche’ stiamo parlando di una riserva naturale dello Stato dove bisogna entrare in punta di piedi. Per questo motivo le visite prevedono piccoli gruppi con percorsi a rotazione in modo da preservare la natura”.

Nella tenuta coesistono eco-sistemi diversi, in particolare quello del clima mediterraneo e quello caratteristico delle foreste di pianura. “E’ un fenomeno molto raro per cui troviamo un’enorme ricchezza di flora, con circa mille specie, e di fauna, con oltre tremila specie”, ha spiegato Carlo Blasi della commissione tecnico-scientifica. “Abbiamo tra 12 e 14 habitat diversi di interesse europeo – ha proseguito – in cui si trova veramente di tutto: da piscine naturali, dove l’argilla trattiene l’acqua piovana, ai pascoli, ai cinghiali, alle tartarughe palustri. Sono presenti diversi ambienti naturali, dalla spiaggia alla foresta, che rappresenta anche un ottimo rifugio per molte specie di uccelli. Sia stanziali, sia migratorie”. Si trovano alberi di tutti i tipi, dal leccio ai pini passando per la sughera monumentale. Per quanto riguarda la flora, si possono ammirare gigli marini, gaggioli acquatici, cisti rossi e numerosissime altre specie. Ma c’e’ anche la parte storico-artistica e archeologica: i visitatori potranno scoprire i resti emersi dagli scavi effettuati dal principe Sigismondo Chigi nel ‘700 e sotto il pontificato di Pio VI , cosi’ come nel corso dell’Ottocento, quando venne scoperto il sito del Vicus Augustanus, ovvero una citta’ romana in miniatura progettata nella prima meta’ del primo secolo dopo Cristo. In quest’area, cioe’ nell’ager laurentinus, erano infatti state costruite ville romane in eta’ tardo repubblicana e imperiale. (AGI)
 

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