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terremoti sfollati 

Oltre 30mila volontari, appartenenti a 40 diverse organizzazioni di volontariato nazionali, che si sono avvicendati e a cui va sommato il lavoro del volontariato regionale e locale dei territori colpiti. È uno dei numeri più significativi dell’impegno del Dipartimento nazionale della Protezione civile nel coordinare le attività nel dopo terremoto dell’agosto e dell’ottobre 2016, eventi che hanno segnato dolorosamente la legislatura che si va esaurendo.

L’impiego più alto è stato raggiunto nella settimana successiva al sisma del 30 ottobre, con circa 1.350 volontari in campo. Proprio dopo quella scossa, di magnitudo 6.5, con epicentro tra Castelsantangelo, Norcia e Preci, era stato raggiunto il picco massimo di assistiti dalla Protezione civile: 31.763 persone. Ad oggi, secondo i dati forniti dalle Regioni, sono quasi 42mila le persone che usufruiscono del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS). 

Quante persone sono rientrate in casa

Per la gestione dell’emergenza sono state impegnate sul campo tutte le diverse componenti e strutture operative di protezione civile. Il numero maggiore di operatori in campo è stato registrato però con gli eventi del 18 gennaio 2017 – terremoto, ondata di maltempo e tragedia di Rigopiano – ed è stato pari a 10.996. All’indomani del terremoto del 30 ottobre il numero delle persone che non hanno potuto far rientro nella propria casa è aumentato in modo considerevole, passando dai 4.800 assistiti di inizio settembre a più di 30.000 nelle prime settimane di novembre.

Tra dicembre 2016 e febbraio 2017 pertanto sono state realizzate 23 aree container in nove Comuni marchigiani e umbri. Sono quasi 211mila i sopralluoghi per le verifiche di agibilità effettuati sugli edifici pubblici e privati. Sopralluoghi che hanno riguardato anche gli edifici scolastici: su oltre 2.633 controllati, il 66% è risultato agibile.

Le soluzioni abitative di emergenza

Per quanto riguarda le Soluzioni Abitative di Emergenza, secondo i dati forniti dalle quattro Regioni colpite, sono complessivamente 3.691 le Sae ordinate prima del 28 novembre per i 50 Comuni che ne hanno fatto richiesta. In particolare, la Regione Abruzzo ha ordinato 238 Sae da installare tra i tredici Comuni interessati; nel Lazio sono 826 gli ordinativi per i sei Comuni più colpiti dai terremoti e la Regione Umbria ha richiesto 784 soluzioni abitative di emergenza per tre Comuni.

Infine, la Regione Marche il 29 novembre ha ordinato ulteriori 122 Sae che vanno ad aggiungersi al precedente fabbisogno di 1.843 soluzioni abitative di emergenza per i 28 Comuni che ne hanno segnalato l’esigenza. Ad oggi, sono stati completati i lavori in 91 aree e sono state consegnate ai sindaci 1.693 casette, di cui 687 nel Lazio, 418 in Umbria, 562 nelle Marche e 26 in Abruzzo. Attualmente sono in corso lavori in 108 aree. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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