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Terremoto, 4,5 miliardi per la ricostruzione

Roma – “L’ammontare totale” per la ricostruzione delle zone del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto “è notevolmente più consistente” rispetto alla somma stanziata nel decreto legge varato oggi dal Consiglio dei ministri, pari a oltre 300 milioni. Lo ha assicurato in conferenza stampa a palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Che ha spiegato: “La somma totale sarà di circa 3,5 miliardi per la ricostruzione degli edifici privati e di circa un miliardo per quelli pubblici. Si tratta di risorse già previste nella Legge di Bilancio che approveremo sabato prossimo”.

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“I 200 milioni” previsti dal decreto “servono a far partire il processo e sono al netto dei 50 milioni stanziati per l’emergenza. Il contributo della Commissione europea è massimo il 6% della spesa complessiva, il resto sono risorse nazionali che verranno stanziate nella Legge di Bilancio”, ha poi aggiunto De Vincenti. “Il decreto legge è un provvedimento complesso, articolato, per quanto possibile esaustivo delle misure per la ricostruzione”. Il decreto è “una sorta di vademecum della ricostruzione” e comprende misure che vanno “dal risarcimento integrale al prestito d’onore per il riavvio delle attivita’ produttive, dalla cassa integrazione in deroga per chi ha perso il lavoro al rinvio delle imposte e delle tasse”. De Vincenti ha anche riferito: “dopo l’approvazione del decreto siamo andati nelle zone dell’epicentro del terremoto del 24 agosto, li’ abbiamo incontrato i sindaci dei principali comuni colpiti e abbiamo presentato i contenuti del decreto, verificando con loro che gli impegni assunti dal governo e il lavoro fatto dal Capo della Protezione Civile Curcio e dal Commissario Errani sulle misure necessarie si siano tradotti in pratica nel decreto legge di questa mattina e poi abbiamo ragionato con loro sulla situazione ad oggi, la transizione dall’emergenza verso la fase della ricostruzione e i passi da fare insieme”.

ERRANI, “62 COMUNI IN AREA CRATERE. NO MODULI MA CASE”
Per l’area del cratere “è stata fatta la scelta di riconoscere i danni al 100% a privati, imprese e abitazioni, comprese le cosiddette ‘seconde case’ che spesso in quei territori sono case di famiglia e ne rappresentano l’identità e l’economia”, riferito Vasco Errani, commissario straordinario per la ricostruzione, in conferenza. “E’ impossibile oggi stabilire i tempi. Se dessimo ora dei tempi racconteremmo delle storie e noi non vogliamo farlo. Sarà possibile seguire il percorso fase per fase a partire dal recupero dei danni lievi, che partiranno al più presto e poi via via. Naturalmente per ricostruire un centro storico bisogna fare una pianificazione urbanistica. I tempi dunque non saranno brevi, se guardiamo alle esperienze che ci stanno alle spalle lo si capisce bene, parliamo del Friuli, di Umbria e Marche, esperienze considerate di successo ma che hanno necessitato di tanti anni”, ha aggiunto. I Comuni compresi nell’area del cratere sono 62: “I criteri presi in considerazione sono l’intensità del danno e la definizione di aree omogenee in grado di dare forza alla ricostruzione anche dal punto di vista dell’economia. Si tratta di aree di montagna – ha ricordato Errani – interessate da un progressivo spopolamento: l’obiettivo è invertire questo processo e affermare un nuovo modello di sviluppo”. Per questa ricostruzione, ha annunciato Errani ,”si sperimenta una cosa nuova”. E spiega: “Non si stanno facendo i moduli”, come ad esempio e’ avvenuto per il terremoto dell’Aquila, “ma si stanno costruendo delle case, temporanee ma delle case di alta qualità e questa è una scelta che va a merito della Protezione civile che con programmazione ha cercato di dare una risposta. Stiamo costruendo il provvisorio per per dare una qualita’ subito, vogliamo riavviare subito la comunita’ per non favorire fenomeni di spopolamento”, ha concluso. (AGI) 

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