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Terremoto, deformata area di 1.000 km quadrati

Roma – L’area deformata dalle scosse di terremoto del 30 ottobre in Centro Italia è superiore ai mille chilometri quadrati, un’area enorme desunta dalla lunghezza della faglia, di oltre 50 chilometri, e dalla sua profondità di 10-15 chilometri. Lo spiega all’Agi Antonio Piersanti, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). “All’interno di questa grande area – sottolinea l’esperto – c’è la zona di massima deformazione, pari a 130 chilometri quadrati, intorno all’epicentro. E’ lì che il terreno si è abbassato fino a 70 centimetri.

C’è poi un’area più vasta, di circa 600 chilometri quadrati, dove la deformazione è visibile dal satellite, in base alle immagini radar dei sensori della costellazione Sentinel-1 del Programma Europeo Copernicus, analizzate dall’Ingv insieme al Cnr-Inea”. Un’analisi, questa delle immagini, ancora in corso, e resa difficoltosa soprattutto nelle aree a più folta vegetazione.

LA SEQUENZA SISMICA – La terra continua a tremare con un numero complessivo di scosse che, dal 24 agosto scorso, supera 21.600. Lo rende noto l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Alle ore 11 di oggi, 2 novembre, sono circa 615 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 40 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5. Sono 5 quelli di magnitudo maggiore o uguale a 5, localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv.

 

Sequenza sismica in Italia centrale: aggiornamento, 2 novembre ore 11.00 https://t.co/sOh6gOVTWM

— INGVterremoti (@INGVterremoti) 2 novembre 2016

 

Dopo l’evento del 30 ottobre, alle 07:40 ora italiana di magnitudo M 6.5 sono stati localizzati complessivamente oltre 1.600 eventi sismici. Alle ore 11 di oggi, 2 novembre, sono circa 270 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 19 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 localizzati dalla Rete sismica nazionale dell’Ingv. (AGI)

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