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Terremoto, è arrivato il freddo

Roma – Prosegue lo sciame sismico nelle zone del centro Italia. E a complicare una situazione già difficile ci si è messo anche il freddo: nella notte la temperatura è andata giù di diversi gradi arrivando a toccare i 2, acuendo i disagi degli sfollati, che non vogliono lasciare i paesi e trovano riparo nelle auto o in tende. 

 

 

Già nel corso della giornata di ieri il forte vento di tramontana li aveva messi in difficoltà, in particolare le persone anziane. Un vento che ha soffiato a lungo e intirizzito le persone. Gli spazi di ricovero sono limitati e dunque in tanti erano fuori, all’aperto. Da queste parti il clima diventa più rigido prima che altrove, nella zona umbro-marchigiana in inverno capita anche che si arrivi a -15. Diventa quindi estremamente problematico, se non impensabile, restare in questi Paesi con un riparo precario, per questo la gente del posto chiede soluzioni. Le più rapidi possibili. Intanto la terra continua a tremare. Decine di scosse sono state rilevate nella notte dall’Ingv (Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia) tra le Marche e l’Umbria. La più forte, di magnitudo 3.5, è stata registrata nella provincia di Perugia all’1:18:10. Preci il comune più vicino all’epicentro.

 

Terremoto, assessore Marche: “Troppo freddo per restare sul territorio” https://t.co/cIsoAvpNCk

— Prot. Civile Fonteno (@PCFonteno) 29 ottobre 2016

 

“L’impegno del Governo è di non fare andare via nessuno dai luoghi di origine e dalla loro comunità, e dare immediatamente una risposta abitativa a tutti, visto che si avvicina l’inverno”. A dirlo il ministro dell’Interno Angelino Alfano, a Palermo, parlando con i giornalisti.

Il medico, mai così tanti ansioitici

MAESTRA “BAMBINI RESTINO QUI, SONO FUTURO DI VISSO”
“Non portate via i bambini da qui, lasciate che la scuola la frequentino qui. I bambini sono il nostro futuro, sono il futuro di Visso”. E’ un appello accompagnato dai singhiozzi quello di Iolanda Ferranti, insegnante alla scuola elementare ‘Pietro Capuzi’ di Visso. Una scuola frequentata da 55 bambini, dove lavorano altri sette docenti. L’idea che la soluzione temporanea – e si tratterebbe pur sempre di una decina di mesi – all’emergenza abitativa sia il trasferimento di grandi e piccoli nelle strutture ricettive della costa adriatica non le sembra la migliore per poter tenere viva l’identita’, forte il senso di appartenenza della comunita’ vissana. Specie se si pensa alla scuola. “Dobbiamo trovare il modo – dice con occhi imploranti – per alloggiare i bambini qui, far sì che frequentino qui la scuola. Le lezioni le vogliamo tenere a Visso, siamo disponibili a sacrificarci in ogno modo e ad aiutare genitori e figli”. L’insegnante elementare aggiunge “siamo molto disorientati per quanto accaduto, dobbiamo far corpo tutti e rialzare la testa, i bimbi sono terrorizzati.

Credo sia importante far vivere questo periodo come un gioco e non come un problema”.Iolanda ci tiene a dire che e’ stato molto apprezzato il gesto dei Granatieri dell’Esercito di stanza a Spoleto che sono qui per le operazioni di sostegno di donare i giocattoli dei propri figli ai bambini di Visso, e oggi diversi di questi sfollati, incuranti di vento e freddo, erano alle prese con i doni ricevuti scorrazzando da un punto all’altro del campo base allestito dalla Croce rossa della sezione Visso-Ussita-Castesantangelo sul Nera.

Cosa fare in caso di terremoto
I consigli per i bambini

“Questo era un paese meraviglioso – aggiunge l’insegnante – non dobbiamo mandare via i bambini perché sono il nostro futuro. Noi siamo gente buona e i bambini meritano di restare qui”. La scuola c’è. è rimasta in piedi, anzi sembra che non abbia registrato danni perché costruita a norma antisismica. C’è però da dire che le case intorno sono danneggiate, alcune pericolanti, e questo potrebbe riflettersi negativamente sulla possibilita’ di poter continuare qui l’attivita’ scolastica. “Ci vuole tempo per organizzare tutto, lo sappiamo, e il sindaco sta facendo il possibile. Cerchiamo di fare in modo che i bimbi non perdano l’anno scolastico, noi insegnanti siamo disposti a fare qualsiasi sacrificio per loro. Visso era un gioiello – concldue Iolanda Ferranti – e vorrei morire qui, ma non in questo modo terribile…”.

(AGI) 

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