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Terremoto e tsunami, Nuova Zelanda sotto choc

Wellington – Uno tsunami con onde alte due 2 metri si è abbattuto sulle coste della South Island, in Nuova Zelanda, in seguito a un sisma di magnitudo 7,5 sulla scala Richter che ha avuto per epicentro la zona di Christchurch. Il sisma è avvenuto poco dopo la mezzanotte ora locale (mezzogiorno in Italia) ed è stato seguito da un centinaio di scosse di assestamento e dall’allerta per il maremoto. Le evacuazioni hanno creato code bibliche di automobili con migliaia di persone in fuga verso l’interno, tra blackout e strade danneggiate. Il bilancio del sisma è di almeno due morti (uno per infarto e l’altro nel crollo di un edificio storico) e diversi feriti, in particolare dalle zone di Culverden e Kaikoura. Dopo alcune ore, l’allerta tsunami è stata revocata.

Nelle aree più basse della costa orientale nel frattempo erano stati evacuati migliaia di abitanti: in particolare dalla South Island, una delle due isole principali che compongono il Paese, e dal centro di Wellington che è al livello del mare e sorge sulla punta sud della North Island. Evacuazioni anche nell’arcipelago delle Chatham Islands. A Christchurch, sulla costa Pacifica della South Island, sono state azionate le sirene anti-tsunami. Evacuazioni anche nella città di Dunedin – all’estremo sud dell’isola – che ha proclamato lo stato di emergenza.

Nessun ordine di evacuazione invece nella terza città neozelandese, Auckland, che sorge sulla punta nord della North Island.

L’epicentro del sisma è stato individuato a circa 90 chilometri da  Christchurch, nella South Island, a una profondità di 10 chilometri. Pur essendo localizzato in terra, il sisma ha smosso una faglia che ha dislocato il fondale oceanico generando lo tsunami. Christchurch era stata devastata nel 2011 da un terremoto in cui morirono 185 persone.
 
 
 
 
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