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Terremoto magnitudo 6,5, il più forte dall'Irpinia

Roma – Un fortissimo terremoto di magnitudo 6,5 ha fatto tremare l’Italia centrale e ha ripiombato nell’incubo le popolazioni di Umbria e Marche. La scossa alle 7,41 del mattino ha avuto l’epicentro tra Norcia e Preci, al confine tra le due regioni, a una profondità di 10 chilometri, ha riferito l‘Istituto nazionale di geofisica (Ingv). Non si registrava un sisma così forte in Italia da quello in Irpinia del 23 novembre 1980 che fu anch’esso di magnitudo 6,5 sulla scala Richter. Altre 20 scosse di magnitudo superiore a 3 sono state registrate nelle due ore successive, tra cui nove scosse di magnitudo compresa fra 4 e 4,6.

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Il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha riferito di alcune decine di feriti, tra cui almeno uno grave, ma nessun morto. Tre feriti lievi sono stati segnalati a Tolentno, nelle Marche, e altri sei feriti sono stati estratti dalle macerie a Norcia dove i danni sono ingentissimi a partire dal crollo della basilica di San Benedetto.

Esperti avevano previsto nuove scosse

Il sisma è stato avvertito in quasi tutta Italia, da Bolzano a Foggia, con gente in strada a Roma dove è stata anche sospesa la circolazione della metropolitana in attesa di “verifiche tecniche”. Ma è stato un risveglio drammatico per tutte le popolazioni delle zone già duramente colpite dagli eventi sismici del 24 agosto e del 26 ottobre, dove tra l’altro il freddo sta rendendo la vita dura agli sfollati

 

A Norcia, in particolare, si registrano danni gravissimi e una situazione drammatica: è crollata la basilica di San Benedetto e la concattedrale di Santa Maria Argentea che sorgevano su quella che secondo la tradizione era la casa natale dei santi Benedetto e Scolastica, nati nel 480 d.C.da una nobile famiglia. La chiesa era già stata danneggiata dal sisma del 24 agosto. Il piccolo borgo della Valnerina è in una zona altamente sismica ma fortunatamente le abitazioni sono state ricostruite con criteri di grande sicurezza dopo il terremoto del 1997.

Crolli anche a Preci, dove il sindaco Pietro Bellini sta verificando le condizioni della popolazione. Danneggiate diverse chiese e varie case nelle frazioni e nei centri minori di Preci.

Nubi di polvere sono state viste levarsi anche a Cascia. A Ussita, cittadina delle Marche già devastata dal terremoto del 26 ottobre, il sindaco Marco Rinaldi ha riferito che “è crollato tutto”. Ad Amatrice sono crollate la torre civica e la chiesa di Sant’Agostino e nuovi crolli sono segnalati anche ad Accumoli, epicentro del sisma del 24 agosto. A Rieti è stato chiuso il Ponte Romano per verifiche.  Danneggiata la chiesa di san Giuseppe a Jesi, in provincia di Ancona, che ha riportato lesioni al tetto e crepe nella zona dell’altare;: nella cittadina marchigiana sono state chiuse anche le chiese di Sant’Agostino e Santa Caterina. Facebook ha attivato il Security check per le persone che si trovano nelle zone colpite dal sisma. A Roma sono state chiuse tutte le reti della metropolitana e la basilica di San Paolo per verifiche. 

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COMPROMESSA LA VIABILITA’

I crolli che si sono verificati dopo l’ultima scossa di magnitudo 6.5 hanno “seriamente compromesso la viabilità della zona” tra Umbria e Marche, ha riferito Curcio, che ha anche invitato la popolazione a spostarsi il meno possibile per lasciare libero il transito ai mezzi di soccorso. Il ponte sulla Salaria a Pescara del Tronto, detto “Tre occhi”, già danneggiato dopo il sisma del 24 agosto, “è definitivamente venuto giù”. Interrotto il traffico lungo la Salaria all’altezza di Accumoli, dove alcuni massi sono caduti sulla carreggiata danneggiandola. Sono in corso verifiche da parte del personale di Anas. Il traffico è consentito ai soli mezzi di soccorso. (AGI)

 

 
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