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TERREMOTO NEL MATESE/ Piedimonte Matese. Eccellenza Reverendissima, senza fare populismo e senza passare per anticlericale, Le facciamo notare che preferiamo un bambino che dorma al caldo, piuttosto che riparare la statua di San Giuseppe

dorme_in_macchinaChe le Chiese siano un punto di riferimento per i poveri (sulla carta, anzi secondo i Vangeli) è noto. Ma il povero prega meglio se trascorre una notte al calduccio e magari gli danno anche un piatto di minestra. Ci pensi anche Lei Eccellenza…ogni tanto però…

Sua Eccellenza il Vescovo della Diocesi di Alife – Caiazzo, ha diramato un comunicato stampa con il quale auspica non solo che i fondi vengano assegnati alle Chiese, ma ricorda che le stesse sono vere e proprie Istituzioni e punti di riferimento per i poveri sul territorio. Non tarda però ad arrivare, a stretto giro, la risposta di alcuni fedeli di Piedimonte Matese. Ecco la lettera. 

“””Eccellenza Reverendissima, senza entrare nel merito della Sua comunicazione, sentiamo il dovere di fare alcune precisazioni. Siamo un gruppo di persone che vivono in una zona sgomberata di via Aldo Moro. Già nella “normale amministrazione” è difficile “tirare a campare”, figurarsi ora che è arrivato questo flagello a rendere la nostra vita un quotidiano inferno. Lei spiega che la Chiesa ha la sua fondamentale importanza in una Comunità e probabilmente è così se facciamo riferimento a quelle Chiese che offrono il servizio pastorale nei paesi del terzo mondo, laddove i sacerdoti sono considerati ( e lo sono) “Missionari”. Francamente qui, nell’Alto Casertano ma anche nel resto della Provincia di questa nostra martoriata Terra di Lavoro, risulta difficile capirne la loro ‘utilità’. Non voglia questo però sembrarle un sentimento “anticlericale” ma solo una considerazione. Infatti cara Eccellenza Reverendissima, può spiegarci in termini “spiccioli” quanti fedeli poveri la sua Diocesi ha aiutato negli ultimi tempi? E quante delle proprietà che la Chiesa ha avuto in eredità da qualche Pia Devota, ha messo a disposizione dei poveri? Da dove vogliamo iniziare, Eccellenza Reverendissima? A Caiazzo, un grande sacerdote, don Gregorio Mormile, lasciò i suoi averi e quindi anche una grande proprietà immobiliare per fondarne la Casa dello studente e metterla a disposizione dei ragazzi che versano in gravi difficoltà. Che fine ha fatto quel progetto? Questa è solo una delle tante cose che, di fatto, non sono state realizzate. E vogliamo parlare di quel sacerdote di Limatola, ultimamente balzato alle cronache solo grazie ad una nota trasmissione televisiva nazionale per essere un valente affarista e un ottimo boxeur? Ecco, nel caso specifico, i sacerdoti fanno voti di obbedienza e povertà, si faccia donare quel parco auto d’epoca, dal valore inestimabile, per far riparare le Chiese. Ma non chiedete (in senso generale e non rivolto solo a Lei) soldi pubblici per riparare Chiese, laddove, forse, la priorità è dare un tetto a qualche bambino che dorme in auto o un piatto di minestra a qualcuno che non riesce a coniugare il mezzogiorno con la cena. Sa, venire in Chiesa dopo una notte trascorsa a dormire in macchina o dopo aver digiunato, Le posso assicurare che non è un bel pregare. Dio non voglia che la preoccupazione delle Chiese chiuse sia adducibile a qualche altra motivazione, altrettanto valida per carità, cioè l’impossibilità di celebrare matrimoni, funerali, cresime, battesimi e comunioni a tariffe in qualche caso davvero molto onerose (cara Eminenza a qualche sacerdote è stato offerta anche qualche busta con alcune centinaia di euro!). Allora caro Mons. Valentino Di Cerbo, se Lei vuole, riesce ad essere più convincente, magari assicurando che la Diocesi da Lei amministrata in tempi stretti, strettissimi, riesca a creare una mensa per i poveri, metta a disposizione di decine di famiglie diseredate qualche immobile di proprietà della Curia e soprattutto, come chiede il nostro amato Papa Francesco, spieghi a qualche suo sacerdote che è lui al servizio dei fedeli e non il contrario. Gesù disse che un Tempio frequentato da chi non ha fede è solo e semplicemente un “Sepolcro Imbiancato” e che lui lo avrebbe distrutto. Noi non crediamo che nostre le Chiese, belle con patrimoni culturali e artistici di valore notevole, siano “Sepolcri Imbiancati”, anzi vogliamo avere ancora fede. Ma ci consenta caro don Valentino, preferiamo più un tetto in testa a qualche bambino che sta dormendo in macchina, piuttosto che riparare la statua di San Giuseppe…”””
f.to: Maria, Assunta, Marcellino, Antonio, Dolores, Emma, Luisa, Francesco, Carla…cittadini di Piedimonte Matese

 

http://www.caiazzorinasce.net/2014/01/piedimonte-matese-eccellenza.html?showComment=1388858716461

Fonte

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