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Terremoto: nel punto critico il suolo si è abbassato di 18 cm

Visso (Macerata) – Nel punto più critico del terremoto di mercoledì il suolo ha raggiunto un abbassamento di 18 centimetri, nell’area di Ballestra. Lo dice lo studio delle deformazioni del suolo e delle sorgenti sismiche, coordinato dal Dipartimento della Protezione civile e svolto da un team di ricercatori dell’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IREA di Napoli) e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), centri di competenza nei settori dell’elaborazione dei dati radar satellitari e della sismologia, con il supporto dell’Agenzia spaziale italiana (ASI).

“Utilizzando i dati del satellite giapponese ALOS 2, il team di ricercatori di CNR-IREA e INGV ha misurato anche in questa occasione e con alta precisione i movimenti permanenti del suolo originati durante il terremoto, utilizzando l’interferometria differenziale – , spiega Riccardo Lanari, direttore del CNR-IREA – In questo caso, la banda di frequenze utilizzate (banda L) dal radar operante a bordo del satellite ALOS 2 ci ha consentito di rilevare le deformazioni del suolo nonostante la zona colpita sia particolarmente coperta da vegetazione.

Queste deformazioni si verificano circa 8 chilometri più a nord, rispetto alle deformazioni provocate dal terremoto di Amatrice del 24 agosto e caratterizzano una zona che si estende per circa 20 chilometro in direzione nord e presenta un abbassamento del suolo massimo di circa 18 centimetri (corrispondenti a 22 centimetri di allontanamento, rispetto alla linea di vista del radar) in corrispondenza dell’area di Vallestretta”. I movimenti del suolo misurati dal satellite, insieme ad altri dati geologici e sismologici, sono ora in corso di analisi per elaborare dei modelli fisico-matematici tramite i quali sarà possibile individuare la faglia sorgente del terremoto e caratterizzarne l’attività profonda. I primi risultati sembrano indicare che la faglia attivata mercoledì “faccia parte della stessa struttura geologica che ha causato il terremoto di Amatrice. Il piano di faglia quindi è inclinato verso ovest di circa 50°, si colloca tra 10 e 3 chilometri di profondità, e non raggiunge la superficie”, spiega Stefano Salvi, dirigente tecnologo dell’Ingv. “A partire dalla sequenza di Colfiorito nel 1997 i dati satellitari radar sono stati utilizzati molte volte in Italia per individuare sorgenti sismiche e vulcaniche, grazie anche alle tecniche sviluppate dai ricercatori del CNR-IREA, che oggi sono all’avanguardia nel panorama internazionale”.

L’obiettivo del Dipartimento della Protezione civile, durante un’emergenza sismica, è poter disporre in tempi brevi di un quadro delle deformazioni e degli spostamenti del suolo causati dal sisma nell’area dell’epicentro.I Centri di competenza CNR-IREA e INGV, grazie alle loro specifiche competenze, supportano il Dipartimento nell’utilizzo dei dati e delle informazioni satellitari e nella loro integrazione con i dati in situ. Collaborazione che quindi consente lo sviluppo di prodotti, metodi e procedure che migliorano il sistema nazionale di risposta all’emergenza e che sono a disposizione di tutto il Servizio nazionale della Protezione civile. (AGI) 

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