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Terremoto, politica piange. Mattarella "paese unito" 

Roma – La politica si ferma per un giorno, e piange le oltre 120 vittime del terremoto che ha duramente colpito il reatino e la provincia di Ascoli Piceno. Un bilancio che, purtroppo, spiega il premier Matteo Renzi dopo un sopralluogo nelle zone terremotate e un vertice operativo a Rieti, e’ solo “provvisorio ed e’ destinato a salire”. Le forze politiche si stringono attorno alle vittime e ai cittadini che hanno perso le loro case e si attiva in una mobilitazione di solidarieta’ trasversale. Le istituzioni, dal Capo dello Stato alla presidente della Camera, dal presidente del Consiglio fino a diversi ministri e governatori di regione, sottolineano l’importanza dell’unita’ del Paese di fronte a questa nuova tragedia. “Oggi e’ il momento delle lacrime e della commozione, aprire delle polemiche non ha significato”, spiega Renzi. E il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che e’ subito rientrato a Roma da Palermo dove stava trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza, rivolge un appello “alla comune responsabilita’”. Per Mattarella “tutto il Paese deve stringersi con solidarieta’ attorno alle popolazioni colpite”. Il Capo dello Stato, dopo la solidarieta’, non manca tuttavia di sottolineare la necessita’ “di un rapido sforzo corale per garantire la ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attivita’ produttive e il recupero della normalita’ di vita”. Ora, pero’, “occorre impegnare tutte le forze per salvare vite umane, curare i feriti e assicurare le migliori condizioni agli sfollati”. Anche la presidente Laura Boldrini tiene a porre l’attenzione sulla ricostruzione: no alle new town, ma ascoltare “le richieste dei cittadini” che vogliono vedere rimessa in piedi la loro comunita’. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, esprime la sua solidarieta’ e ringrazia i soccorritori per “l’impegno e il coraggio”. 

E di “tempi certi per la ricostruzione” parla anche il presidente del Consiglio. In attesa delle prime misure che saranno varate dal Consiglio dei ministri di domani, che decretera’ lo stato d’emergenza, la politica abbandona per un giorno le polemiche, ferma il dibattito sui temi al centro della polemica delle ultime settimane e si mobilita in una inedita campagna trasversale di solidarieta’: raccolta di fondi e di generi di prima necessita’ viene organizzata da Sinistra italiana (i cui parlamentari devolvono 42mila euro),mentre il Pd apre i suoi circoli come punti di raccolta e ‘smistamento’ delle donazioni e promuove una raccolta fondi tra i parlamentari. Fratelli d’Italia da domani saranno in campo per raccogliere beni e generi di prima necessita’, i 5 Stelle diffondono numeri utili e invitano i cittadini a donare il sangue. Anche la Lega e Forza Italia fanno la loro parte, con un numero di cellulare a cui donare attraverso un sms e la raccolta di soldi tra i parlamentari azzurri. Anche le regioni di tutta Italia si mobilitano per le popolazioni terremotate e mettono a disposizione uomini, strutture e accoglienza. Ma e’ soprattutto il dolore ad unire le istituzioni e le cariche politiche attorno alle popolazioni colpite dal sisma. Piange il ministro della Salute, Betarice Lorenzin, giunta ad Amatrice, la cittadina del reatino duramente colpita dal sisma: “I bambini sono tanti, tanti, tanti…”. Sui luoghi del terremoto, oltre al premier Renzi, per il governo, anche il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, tra i primi a giungere sui luoghi del disastro: “C’e’ una situazione molto seria – dice – c’e’ una mobilitazione da parte di tutti per continuare a lavorare per organizzare tutto al meglio”. (AGI) 

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