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La notte del 23 luglio 2014 un aquilano che lavora da anni a Roma torna nella casa dei suoi genitori appena restituita dopo il sisma del 2009. Era gravemente lesionata, ma dopo cinque anni poteva tornarci, e dormirci. Decide di condividere la sua gioia su Twitter e scrive di getto: “E’ una notte speciale x me perché stanotte dopo 5 anni dal sisma dormo x la prima volta a casa mia.E mi andava di condividerlo con voi”.

Questa frase a sua insaputa sarà utilizzata migliaia di volte da un rete di bot la cui origine e il cui scopo sono ancora un mistero. La rilanceranno centinaia di account lo stesso stile, le stesse ‘x’ al posto dei ‘per’, lo stesso spazio mancante dopo il punto che divide le due frasi. Lui si chiama Antonello Loreto, ha 47 anni, è uno scrittore e da molto tempo vive a Roma.

“No, non mi occupo di politica, faccio tutt’altro. Non sapevo niente di tutto questo fino a quando il 27 non me lo hanno segnalato chiedendo a Twitter di sospendere i bot. I sospetti di alcuni cacciatori di propaganda online è che dietro ci sia una società romana, la IsayData, che ad Agi ha negato fermamente ogni coinvolgimento. Nelle ultime ore sono spariti molti di questi account.

È una notte speciale x me perché stanotte dopo oltre 5 anni dal sisma dormo x la prima volta a casa mia.E mi andava di condividerlo con voi.

— Ammiraglio (@Lordpinkerton) 23 luglio 2014

Si ricorda la sera di quel tweet?

“Ho scritto quel tweet la prima sera che ho avuto modo di rientrare a casa mia a L’Aquila e di dormirci di nuovo per la prima volta dopo il sisma
”.

Perché lo ha scritto? 


“L’ho scritto perché mi piaceva l’idea di condividere qui, con tanti amici, quelli reali, che frequento da quando sono iscritto al social”.

Quando si è accorto che quel testo è stato copiato e incollato migliaia di volte in 4 anni? 


“Ieri mattina me lo ha segnalato un’amica genovese. Ci abbiamo anche scherzato su perché oramai su Twitter copiare tweet è sport nazionale e pensavamo che fosse la classica ragazzina che se ne era appropriata per farsi un po’ di pubblicità e magari beccarsi qualche follower. Solo dopo ho realizzato che si trattava di centinaia di account falsi”. 

Si tratta di tweet che vanno dal 2015 al 2017, non si davvero accorto di nulla finora?

“


Ripeto, all’inizio ho sottovalutato, sinceramente non avevo capito. Poi ci ho pensato su e ho cominciato a credere assurdo che la gente si ‘autoaugurasse’ una disgrazia pur di avere dei retweet. Ora invece trovo aberrante che ci possa essere qualcuno che specula su queste tragedie”. 

Lei si occupa di politica? Ha scritto quel tweet per motivi politici?

“Ma scherza? La mia era soltanto gioia per essere tornato a L’Aquila e aver rivisto i miei nella loro casa. Potevo dormirci anche io dopo anni. Era un tweet di pura gioia”.

Conosce la società che alcuni sospettano essere dietro la rete dei bot? 

“Mai sentita prima”.

 

@arcangeloroc
arcangelo.rociola@agi.it

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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