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Terremoto: Renzi, ecco cosa farà il governo

Roma – Quattro fasi per il dopo terremoto. La prima: “nell’immediata emergenza” verrà chiesto a chi è stato colpito dal sisma “di spostarsi per qualche settimana”. La seconda, “intermedia”, sarà “quella dei container” prima di Natale, “è meno piacevole delle casette di legno, ma ci consente di riportare lì la gente”. Poi “entro primavera-estate ci sarà la costruzione delle case di legno” e infine “la fase della ricostruzione vera e propria”.

LE QUATTRO FASI

  1. Qualche settimana in casa di parenti o in albergo
  2. Trasferimento nei container
  3. Casette di legno
  4. Ricostruzione degli abitati distrutti e degli edifici lesionati

E’ “il lavoro lungo” che si appresta a fare il governo per far capire ai cittadini che “lo Stato sta dalla loro parte. Non lasciamo indietro nessuno, il Paese deve essere unito”. Dunque container per gli sfollati per evitare “che vi siano sei sette mesi da trascorrere altrove”. Il premier annuncia che da qui a venerdì ci sarà “un altro decreto” per stanziare altri 40 milioni per gli interventi urgenti.

PIU’ PERSONALE PER LE VERIFICHE E LA SICUREZZA

L’obiettivo è “accelerare le procedure” e aggiungere “ulteriori risorse” se saranno necessarie. “Per rispondere ad un evento eccezionale”, il Consiglio dei Ministri ha esteso i poteri di emergenza del capo della protezione civile. “Se si possono accelerare i tempi facciamolo”, ha sottolineato il premier, ribadendo che sarà “necessario più personale, anche per le verifiche”, si tratta di “misure non calate dall’alto, lo strumento di lavoro è quello del coinvolgimento con tutti i cittadini”. “Ricostruiremo tutto“, conferma Renzi più volte, “anche le chiese. Norcia senza chiesa è senza identità”.

L’ITALIA FERITA AL CUORE

Il sisma ha ferito “il cuore dell’Italia, quei comuni hanno un’anima e quell’anima non vogliamo perderla”. C’é anche “una faglia emotiva che dobbiamo recuperare”, ha spiegato anche Vasco Errani. commissario straordinario per la ricostruzione nelle aree terremotate, che insieme al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e ai quattro presidenti delle regioni interessate al sisma ha partecipato al Consiglio dei Ministri. “E’ un momento difficile, ma l’Italia ce la farà”, ha detto ancora Renzi che ha poi voluto ringraziare anche le forze d’opposizione perché si riscontra dopo il terremoto “un clima positivo”.

NO ALLE POLEMICHE INUTILI

“C’è un clima straordinario nel Paese, la gente ha voglia di dare una mano, non sciupiamolo con polemiche inutili”, è l’appello del presidente del Consiglio. No a polemiche fuori luogo, quindi, come quelle con la Ue, “con Bruxelles non c’è nessun braccio di ferro, nessun problema, non è in corso alcuna trattativa, assistiamo alla solita telenovela”, puntualizza il premier nel confermare che “quello che ci serve noi lo metteremo” per ricostruire “proprio tutto”. “Noi stiamo rispettando le regole europee, ci sono le clausole sugli eventi eccezionali“, ricorda Renzi riferendosi alla questione immigrazione, all’emergenza sisma, ma anche alla necessità di mettere in sicurezza le scuole. “L’Italia consentirà a tutti i sindaci e amministratori di spendere i soldi per l’edilizia scolastica perché con i bambini non si scherza”, mette in chiaro il presidente del Consiglio. (AGI) 

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