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terremoto 

Le conseguenze dei terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre 2016, insieme con la scossa del 18 gennaio di quest’anno, sono state uno dei banchi di prova più duri per il governo in questa legislatura. E un ‘osservato speciale’ è stato, come lo è ancora, l’ufficio del commissario per la ricostruzione. Ruolo affidato nella fase iniziale a Vasco Errani, chiamato a misurarsi con l’emergenza più immediata e complicata nel delineare gli interventi, poi il compito – più di prospettiva – è passato alla commissaria Paola De Micheli, che nei primi tre mesi del mandato ha individuato una serie di misure per la ricostruzione, sia pubblica che privata.

Un miliardo di euro per la ricostruzione pubblica

Per quella pubblica è stato stanziato oltre 1 miliardo di euro, per ricostruire e riparare tutte le scuole dentro e fuori ‘cratere’, i municipi, le chiese, gli edifici delle forze dell’ordine, i cimiteri, le strutture polifunzionali di aggregazione. Semplificate le procedure di appalto per le opere pubbliche attraverso la procedura negoziata, è stato introdotto l’appalto integrato, che include sia la fase della progettazione esecutiva che quella della realizzazione; finanziate dal Commissario straordinario tutte le spese tecniche di realizzazione degli interventi di ricostruzione pubblica; aumentano le stazioni appaltanti e le centrali di committenza.

Gli interventi per la ricostruzione privata

Sul fronte invece della ricostruzione privata, procedure accelerate per chi ha subito danni lievi. Inoltre è possibile regolarizzare le cosiddette “casette” realizzate per conto proprio in urgenza dai proprietari (o usufruttuari e titolari di diritti reali di godimento sugli immobili distrutti o gravemente danneggiati). Anche per gli immobili con funzione pubblica ma di proprietà privata – scuole paritarie, strutture sanitarie, sociosanitarie ed edifici di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti – analogo iter di ricostruzione. Ai Comuni il compito dell’attività istruttoria e il rilascio del titolo abilitativo edilizio. Previsti poi contributi anche per chi ha costruito subito dopo il sisma dell’agosto 2016 ma prima del 17 ottobre, data di entrata in vigore del primo Decreto sul terremoto. Quanto agli immobili già danneggiati nei terremoti del 2009 e del 1997-98 in Abruzzo, Marche e Umbria, semplificazione delle procedure per accedere ai contributi.

Le misure fiscali di sostegno

C’è poi il delicato capitolo delle misure fiscali di sostegno: è stato deciso che i lavoratori dipendenti o pensionati beneficiari della “busta paga pesante” fino al primo giugno 2018 non devono restituire i tributi sospesi e non versati. Poi l’importo dovuto potrà essere pagato in 24 rate senza interessi. Per chi ha acceso un mutuo per ricostruire la prima casa inagibile o distrutta, diritto alla sospensione del pagamento delle rate fino al 31 dicembre 2018, termine allungato al 31 dicembre 2020 se l’edificio si trova nella “zona rossa”. Poi la restituzione delle rate sarà graduale sulla base di un accordo con l’Abi. Infine, il pagamento delle bollette di energia elettrica, acqua e gas è sospeso fino al 31 maggio 2018 per i fabbricati inagibili: casa di abitazione, studio professionale o azienda. Al termine della sospensione può essere rateizzato il pagamento fino a 36 mesi. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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