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Terrorismo, ok Cdm alla Banca nazionale Dna

Roma – Via libera del Cdm all’istituzione della Banca dati nazionale del Dna. Il Cdm, su proposta del presidente Matteo Renzi e dei ministri della giustizia Andrea Orlando, dell’interno Angelino Alfano, della salute Beatrice Lorenzin e del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame definitivo, un decreto del presidente della Repubblica concernente – si legge in una nota – “il regolamento che disciplina l’istituzione, le modalità di funzionamento e di organizzazione della Banca dati del Dna e del Laboratorio centrale per la banca dati nazionale del Dna, di cui all’articolo 5 della legge del 30 giugno 2009, numero 85”.

“Il regolamento – spiega la nota della presidenza del consiglio – disciplina inoltre lo scambio dei dati sul Dna per le finalità di cooperazione transfrontaliera di cui alle decisioni del Consiglio dell’Unione europea numero 615 e 616 del 2008 Gai, riguardanti il potenziamento della cooperazione transfrontaliera soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera e per finalità di collaborazione internazionale di polizia ai sensi dell’articolo 12 della legge 85 del 2009″. La Banca dati del Dna si occuperà poi di facilitare le attività di identificazione delle persone scomparse, mediante acquisizione di elementi informativi della persona scomparsa allo scopo di ottenere il profilo del Dna e di effettuare i conseguenti confronti. Sarà collocata presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’interno, mentre il Laboratorio centrale sarà presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – Direzione generale dei detenuti e del trattamento, del ministero della giustizia.

Il Regolamento stabilisce le tecniche e modalità di acquisizione dei campioni biologici, di gestione e tipizzazione dei profili del Dna, nonché di alimentazione della Banca dati, di trattamento e di accesso per via informatica e telematica ai dati raccolti nella Banca dati e nel Laboratorio centrale. E “vengono previste disposizioni per la consultazione della Banca dati per finalità di cooperazione transfrontaliera, che regolamentano lo scambio di informazioni e la protezione dei dati personali trasmessi o ricevuti, attraverso l’individuazione della finalità del trattamento dei dati e la previsione di verifiche in ordine alla qualità degli stessi e alla liceità del relativo trattamento”.

Il provvedimento disciplina, poi le tecniche e modalità di analisi dei campioni biologici e dei profili di Dna estratti, e stabilisce i tempi di conservazione dei campioni biologici e dei profili del Dna estratti. Individua inoltre le attribuzioni dei responsabili della Banca dati e del Laboratorio centrale e le attività del Comitato Nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita, “al fine di garantire che siano osservati i criteri e le norme tecniche per il funzionamento del Laboratorio centrale e dei laboratori che lo alimentano”.In particolare, si sottolinea ancora nella nota, la cancellazione dei profili del Dna e la distruzione dei campioni biologici e’ prevista: a seguito di assoluzione con sentenza definitiva perche’ il fatto non sussiste, perche’ l’imputato non lo ha commesso, perche’ il fatto non costituisce reato; a seguito di identificazione di cadavere o di resti cadaverici, e del ritrovamento di persona scomparsa; quando le operazioni di prelievo sono state compiute in violazione delle disposizioni previste dall’articolo 9 della legge numero 85 del 2009 in tema di prelievo di campione biologico e tipizzazione del profilo del Dna; decorsi i termini stabiliti dall’articolo 25 del Regolamento sui tempi di conservazione dei profili del Dna. Sullo schema di provvedimento – si aggiunge – e’ stato acquisito il parere favorevole del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita (Cnbbsv) e il parere favorevole con osservazioni del Garante per la protezione dei dati personali. Sono stati inoltre acquisiti i pareri favorevoli con osservazioni e condizioni del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato, che – si conclude – “sono stati accolti quasi integralmente nel testo del regolamento”. (AGI)

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