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TESTI SACRI, FALSE TRADUZIONI, VIOLENZA, COOPERAZIONE

Di Roberto Vacca –

I musulmani sunniti dell’ISIS Califfato sono lontani dalla tradizione coranica, ma vengono spesso chiamati erroneamente “jihadisti” intendendo guerrieri nella guerra santa. Invece la parola “jihad” non significa “guerra santa” – vuol dire “sforzo”. È di tre gradi:  minore, medio e grande. Il livello minore implica anche lotta armata, ma in legittima difesa. Il livello medio impone la lotta contro se stessi.

Il livello più alto (jihad al kebir) consiste nella ricerca di conoscenza e diffusione di saggezza.

Il Corano vieta le uccisioni indiscriminate, in particolare di donne, vecchi e bambini – prescrizione ignorata dai kamikaze sedicenti islamici. La Sura 109 è conciliante: dice ai miscredenti: “A voi la vostra religione e a me la mia”. Al contrario altre Sure (5, 9) dicono che i miscredenti hanno 3 scelte sole: convertirsi all’Islam, rispettarlo riconoscendone la superiorità e pagando le tasse, essere uccisi.

Nel Corano non c’è una sura sulla guerra (come nota la sura 47). Molte, però, incitano a uccidere i miscredenti. Viene anche consigliato di addivenire a tregua – la hudna di 10 anni, stipulata dal Profeta. Qualcuno ha proposto di estenderla a cento anni. Se cercate in rete l’Imam sciita di Toronto, Sayyid Muhammad Rizvi, potrete leggere suoi testi concilianti, civili, spirituali

Alla violenza islamica non si può contrapporre la religione cristiana dell’amore e della mitezza. Secondo il Vangelo di Luca (14:26) Gesù disse:”Se uno non odia padre, madre, figli, fratelli, sorelle e se stesso, non può essere mio discepolo.” La storia, poi, registra guerre e stermini scatenati tra popoli cristiani

Anche la Bibbia racconta candidamente storie orrende di violenze sugli schiavi, sacrifici umani (la figlia di Iefte), stermini – dopo inganni e giuramenti trasgrediti – di intere tribù (shechemiti, efraimiti).

Le religioni monoteiste contengono, dunque, oltre ai noti testi spirituali e consolatori, anche semi e apologie della violenza. Non sono certo le sole. Anche noti ideologi e criminali più o meno organizzati predicano e praticano violenze gravi.

Suggerisco ai religiosi di considerare le loro fedi e i loro riti come preziosità che meritano un loro mondo a parte, simile al mondo delle idee di Platone. Per migliorare il mondo e fare in modo che stia meglio la maggioranza delle persone, conviene mettersi su un piano pragmatico e ragionevole. Anche gli ideologi e i criminali farebbero bene a  convergere sullo stesso piano.

Miriamo a ottimizzare – a stare tutti il meglio che si può. È difficile, ma, se studiamo e ci proviamo con impegno, le cose andranno meglio. Il principio è semplice:

“Puoi anche non amare il tuo prossimo, ma coopera con lui.”

Conviene a tutti mirare insieme all’ottimo. Se non lo raggiungiamo, accontentiamoci del sub-ottimo (second best).

Racconto la teoria matematica della cooperazione nell’Appendice al mio libro LA VIA DELLA RAGIONE che si scarica da www.printandread.com.

Roberto Vacca, 29/9/14

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