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Testimoni di Geova – servizi da Le Iene

Stefano PapazianRecentemente ci sono stati due servizi delle Iene sul caso ” Testimoni di Geova “, so che l’argomento non appassiona o interessa i piu’, ma per me e’ diverso perche sono stato uno di loro per circa 11 anni, e questo il motivo per cui negli ultimi giorni ho postato abbastanza sul tema nella mia bakeka di Facebook. 

Il giudizio comune su di loro, che nasce da una scarsa informazione, e’ generalmente bonario, sono considerati zelanti se non ammirevoli ( “noi cattolici dovremmo prendere la nostra religione piu’ seriamente come fanno loro “, sento a volte dire ), un po strampalati ma gentili e ben vestiti, danno un’immagine di gruppo unito e ordinato, e con i loro diffusi banchetti pieni di riviste ormai li consideriamo quasi parte del paesaggio.
Insomma il loro marketing funziona, se non nel proselitismo (dove in Italia , e non solo, hanno pessimi risultati), nell’immagine pubblica che danno si se. Ma tutti noi sappiamo che se nella pubblicita il detersivo lava bianco piu’ bianco e spariscono anche le macchie impossibili, e  con Mastrolindo li vuol lavare lui, nella vita vera la conduzione domestica e’ un tantino differente.

Ecco , uscendo dall’immagine pubblicitaria pubblica, dove tutti gli aspetti sgradevoli sono accuratamente occultati, la realta’ dei Testimoni e’ triste per molti e drammatica per altri, anche per i motivi che i servizi delle Iene hanno sottolineato, una realta’ dove i meccanismi settari fatti di controllo dei comportamenti e del pensiero, in un sistema gerarchico molto sottolineato, producono divisione e lacerazione in molte famiglie oltre che rischio della vita soprattutto nei casi in cui necessita una trasfusione di sangue.

Chiusi nel loro fortino di certezze ( “lo dice la Bibbia” dicono loro, in realta’ lo dice il loro gruppo dirigente, che interpreta la loro Bibbia, sconfessata da tutti gli studiosi di ebraico e greco del mondo, in modo da farle dire cose che in realta’ il testo biblico non dice )… si difendono chiudendosi a riccio e utilizzando queste critiche come “dimostrazione” di persecuzione satanica nei loro confronti che li conferma come unico popolo eletto da Dio.

Come hanno reagito i Testimoni di Geova a questi servizi delle Iene?

1) L’ex Testimone di Geova, che ha segnalato alle Iene l’argomento, con la sua esperienza in cui raccontava di essere stato espulso perche’ ha acconsentito a trasfondere un minore in pericolo di vita, secondo il dirigente dei Testimoni Giorgio Caminiti ” e’stato espulso per reati in campo finanziario… e la bambina e’ morta in seguito alle trasfusioni “. Ovviamente, senza nessuna prova a sostegno di tali affermazioni, i Testimoni di Geova credono all’unisono su quanto detto perche’ lo ha detto Giorgio Caminiti e questo basta e avanza (ai tempi in cui ero Testimone, lo ammetto, sarebbe bastato anche a me). Curioso che il dirigente Stefano Papazian, in evidente difficolta’quando intervistato, non abbia avuto il coraggio di dire le stesse cose davanti alle telecamere, facendo chiarezza una volta per tutte. Forse che lanciare accuse davanti a un pubblico plaudente e’ piu’ facile? Chissa’ …

2) Le persone intervistate in questi servizi non sono veri Testimoni ma verosimilmente attori, da cui si deduce che Pelazza, il giornalista, e’ un disonesto che fa cattiva informazione, in combutta coi nemici di Geova ( i Testimoni di Geova amano le teorie complottiste).

3) Non manca ovviamente il costante riferimento alla “persecuzione” della loro minoranza religiosa, in uno Stato, quello italiano, che dovrebbe essere pluralista. Per i Testimoni ogni critica corrisponde a persecuzione, ma solo quando rivolta alla loro Organizzazione. Quando invece le critiche vengono dal loro interno, il malcapitato che osasse proferir parola uscendo dalle righe verrebbe subito emarginato se non processato in situazioni dove, da solo e  circondato da 4,5, o sei “anziani”,  dovrebbe ritrattare o  fare ammenda pena l’espulsione e senza un cane che funga da avvocato per difenderlo. Nel mondo normale anche i peggiori criminali hanno una difesa, ma qui non parliamo di un mondo normale.
I Testimoni inoltre diffondono milioni di riviste e pubblicazioni e sprecano fiumi d’inchiostro per (indovinate un po’?) criticare storia e comportamenti delle altre religioni. E’ veramente incredibilie come un metodo giudicato indegno quando rivolto verso di loro divenga improvvisamente lodevole quando utilizzato nei confronti di altri. Una Organizzazione religiosa che si accredita moralmente superiore rispetto alle altre e che si mette sul piedistallo come puo’ pensare di essere esclusa da uno sguardo molto attento?
Ovviamente i Testimoni di Geova non sono affatto perseguitati, che li si giudichi minoranza o meno, hanno un loro strumento giuridico, delle loro sedi autorizzate, dei ministri di culto che celebrano i matrimoni, permessi a go go per occupare marciapiedi coi loro banchetti ricchi di riviste multilingue, e possono deambulare di casa in casa senza alcun problema.
Non sono perseguitati ma come tutti non sono incriticabili, e su aspetti particolarmente delicati che toccano la salute, la stessa vita, e le famiglie, non si puo’ tacere, anche in ordine a diritti umani e sociali ormai acquisiti che fanno parte della nostra Costituzione e del nostro ordinamento giuridico e che vanno difesi come nel caso del divieto geovista delle emotrasfusioni e dell’odiosa pratica dell’ostracismo.

Questi gli argomenti geovisti, che pero’ non convincono nessuno, tranne tutti coloro gia’ sprovvisti da tempo della capacita’ di esercitare un naturale senzo critico che proprio Dio (per chi ci crede) ci ha dato.

I Testimoni di Geova non sono, purtroppo, l’unico caso di gruppi/culti discutibili che nel momento che entrano nella vita delle persone stravolgono la vita loro e di coloro che gli stanno accanto, da quando nel nostro Ordinamento e’ stato eliminato il reato di plagio, forse a ragione per come era formulato, si e’ creato un vuoto normativo che non tutela affatto le vittime di questi gruppi/culti i quali, anche forti di disponibilta’ economiche ingenti, hanno ampio spazio di manovra per prosperare con tutte le tutele di legge a loro favore ma senza eguali doveri da rispettare. E per coloro che liberamente vorrebbero uscirne, o ne escono, il percorso a differenza di quello di entrata, carico di promesse e aspettative, e’ quasi sempre doloroso e lacerante.
Uno Stato laico, pluralista, dovrebbe tutelare la liberta’ di esercitare il proprio convincimento religioso a tutti, ai vari culti, maggioranza o minoranza che siano, ma anche ai singoli che dovrebbero essere liberi di cambiare il proprio orientamento religioso senza ricevere “punizioni”  che ledono altri diritti umani socialmente riconosciuti.
Questo, purtroppo, in Italia ancora non avviene. E servizi come quelli delle Iene,  possono aiutare a rimettere al centro del dibattito il problema, nella ricerca diuno strumento legislativo migliore capace di affrontare queste situazioni.

Stefano Martella

https://www.youtube.com/watch?v=3Oit3JzKzhk

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