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The Young Pope: Vian rinvia il giudizio

di Salvatore Izzo

CdV – “Sorrentino ha ragione quando chiede che ‘The Young Pope’ sia visto integralmente prima di esprimere un giudizio”. Storico del cristianesimo prima di essere direttore dell’Osservatore Romano, il professor Giovanni Maria Vian ha accettato di assistere alla prima puntata di “The Young Pope” insieme al vaticanista dell’Agi.

E alla fine della prima puntata spiega: “bisogna rispettare l’autore che desidera si giudichi l’opera integralmente. Ed è un’opera complessa. Il film è tutto una citazione”. Nessun altro commento. Durante la visione il direttore dell’Osservatore Romano non dice altro.

“Ciao Roma, ciao mondo! Cosa ci siamo dimenticati? Ci siamo dimenticati di voi!”, le prime parole del film, con Pio XIII che si affaccia dalla Loggia delle benedizioni, seguite da un inedito proclama: “Ci siamo dimenticati di masturbarci, di usare contraccettivi, di lasciare che le suore dicano messa”, e il professor Vian è sempre imperturbabile. Subito si capisce che era “un sogno divertente”, come il neoeletto Papa spiega al maggiordomo prima di riprendere severamente suor Bice, la cuoca dell’Appartamento Pontificio, che ha un atteggiamento troppo confidenziale mentre lui preferisce “i rapporti formali che garantiscono i riti”.

Anche la scena del cardinale Spencer non eletto Papa che tenta di tagliarsi le vene e la successiva confessione del Papa eletto che ha un solo peccato, quello di non sentirsi mai in colpa, strappa al direttore dell’Osservatore appena un sospiro.

E il primo lapidario commento del segretario di Stato Voiello appreso che il nuovo Papa e’ un uomo che mangia poco, anzi pochissimo, “questo non è buono”, è accolto con un sorriso appena accennato.

Poi arriva un altro proclama, a commento della battuta di Suor Mary “Roma è una frazione della Città del Vaticano”: “non è esattamente così ma lo diventerà”, dice Pio XIII, il che in effetti fa sorridere un po’ più apertamente il professor Vian.

Che assentisce quando il Papa spiega a Voiello che nel passato c’è tutto e il contrario di tutto. Le voci precorrono i fatti, dice un prelato al neoeletto che replica: “in America lo chiamiamo gossip”. E il prelato chiosa; “in Vaticano lo chiamiamo calunnia”. Ancora una confessione e Pio XIII rivela di non credere in Dio, salvo poi ammettere che si tratta di uno scherzo. (AGI) 

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