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Tiffany fa flop e dà la colpa alla Trump Tower

Circondata da polizia, posti di blocco, giornalisti e manifestanti, la prestigiosa Trump Tower sembra essere avvolta da un’atmosfera più simile a quella di Occupy Wall Street che a quella che si dovrebbe respirare in una lussuosa via commerciale nel centro di Manhattan. Il grattacielo di 58 piani, situato a New York al numero 721 della Fifth Avenue, è diventato ancora più famoso dopo l’elezione di Trump. Ma i vicini della famiglia presidenziale non sembrano affatto apprezzare tutto ciò. Uno su tutti il negozio Tiffany & Co. che, vedendo precipitare l’andamento delle vendite (-14% nel periodo natalizio), ha dato in parte la colpa  alla presenza ormai massiccia di curiosi, turisti e soprattutto delle forze dell’ordine che pattugliano la zona e che hanno reso meno visibile ai passanti la celebre vetrina del film ‘Colazione da Tiffany’ .

Cara Melania, quanto ci costi?

Secondo quanto riporta Forbes, attualmente la città di New York sta spendendo oltre 1 milione di dollari al giorno per garantire la sicurezza nella Trump Tower dove risiedono ancora la moglie del presidente, Melania, e il loro figlio Barron, dieci anni. A novembre la coppia presidenziale aveva fatto sapere che la First Lady non si sarebbe trasferita a Washington almeno fino a giugno, per consentire al giovane rampollo di finire il suo anno scolastico nella scuola privata di Manatthan. Melania ha sempre detto che la sua priorità assoluta sarebbe stata quella di essere una mamma, ma adesso è anche la First Lady e ciò comporta delle responsabilità alle quali sarà difficile sottrarsi. Le voci che circolano sulla permanenza della moglie di Trump nella Grande Mela si fanno sempre più insistenti. Il settimanale Us Magazine sostiene che si tratterrà a New York ben oltre la fine dell’anno scolastico. Il suo mancato trasferimento alla Casa Bianca comporterebbe per i servizi segreti grossi problemi logistici e le spese per la sicurezza schizzerebbero alle stelle. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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