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Tirrenia si vanta anche di avere solo comandanti italiani. Ma i social ricordano Schettino

Una società privata può decidere le sue campagne pubblicitarie in totale libertà, anche quando pubblicizza la sua “autenticità italiana” vantandosi di avere personale di bordo tutto italiano. È il caso, oramai noto, del Gruppo Onorato Armatori, che martedì scorso è salito agli onori delle cronache per un messaggio che ha fatto molto discutere, ricevendo molte critiche sui social perché considerata discriminatoria nei confronti dei lavoratori non italiani e furbamente in linea con lo spirito politico di questi mesi.

Ma in queste ore è spuntata una nuova pubblicità, dove il gruppo che possiede le navi Tirrenia e Moby si ‘vanta’ di avere solo comandanti italiani. “Per avere i migliori comandanti basta fare come noi. Prendere gli italiani!”, recita il secondo episodio della campagna “Scegli solo chi naviga italiano”, del gruppo. La foto è stata scattata da una rivista e pubblicata su Facebook in queste ore dall’esperto di marketing Paolo Iabichino.

Se vantarsi del personale di bordo tutto italiano per molti non è stata un’ottima idea dal punto di vista del marketing, questa volta il risultato è probabilmente più comico perché sui social molti stanno ricordando la vicenda di Francesco Schettino, comandante italiano che causò il disastro della Concordia del gennaio 2012 in cui morirono 32 persone. 

Il sillogismo a cui bisognerebbe stare attenti, secondo Iabichino, potrebbe suonare più o meno così: “Tutti i comandanti italiani sono bravi comandanti, Schettino è un comandante italiano, Schettino è un bravo comandante”. E le cronache di quei mesi ci hanno raccontato che così purtroppo non era. Che ci possono essere cattivi comandanti anche tra i comandanti italiani. 

Estremizzare l’italianità è sempre un rischio: ci sono delle cose dove italianità è sinonimo di eccellenza, altre in cui si è italiani bravi tanto quanto si può essere bravi lavoratori di ogni parte del mondo. Forse sarebbe stato più facile pubblicizzare la propria eccellenza, senza bandiere. L’eccellenza non ha per forza una nazionalità e dove c’è è più facilmente riconoscibile.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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