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Tiziana, si indaga per 'induzione al suicidio'

Napoli – L’inchiesta sulla morte della 31enne impiccatasi nel Napoletano per un video hot  divenuto virale e’ in una fase embrionale ma non sara’ lunga. Nelle mani della Procura di Napoli Nord e del coordinatore dei pm Francesco Greco ci saranno presto nuovi elementi. Induzione al suicidio e’ la nuova iscrizione nel fascicolo aperto ieri sulla vicenda di Tiziana Cantone, la ragazza che si e’ tolta la vita stringendosi la gola con un foulard nella cantina della casa di Mugnano di Napoli, dove viveva con la madre che sarà sentita dai magistrati.

Tiziana era inciampata nel tritacarne del web per un video hot, diffuso su whatsapp e poi rimbalzato sulla rete e i social. Nel mirino era finita soprattutto una frase che la giovane dice al partner nel filmato hard: “Stai facendo un video? Bravo”, divenuta un vero e proprio tormentone. Al punto che persino due calciatori, Paolo Cannavaro e Floro Flores, avevano pubblicato una video-parodia in cui si prendevano beffe di queste parole. 

Secondo una ricostruzione, a far girare il filmato sarebbe stato il ragazzo con cui la 31enne aveva avuto l’incontro sessuale. Sta di fatto che quei milioni di clic e lo sberleffo della Rete avevano reso un inferno la vita di Tiziana, che aveva anche avviato le procedure per il cambio di identità.

Cinque giorni fa il giudice del Tribunale di Napoli Nord aveva imposto ai social che continuavano a trasmettere il video di eliminarlo dalla rete per il cosiddetto diritto all’oblio. Ma ci sarebbe stato un ulteriore contatto, forse proprio due giorni fa, sempre via internet, con qualche uomo che avrebbe infierito. Sono in corso indagine serrate. 

Intanto il web si  interroga sulle proprie rersponsabilita’, puntando anche il dito contro il maschilismo strisciante che continua a mietere vittime soprattutto fra le giovani donne. Alcuni si scagliano contro il bullismo dei social, altri non si mostrano affatto ‘pentiti’, sostenendo che la ragazza “se la sia andata a cercare”.

“Non e’ il web il lupo cattivo ma chi ne fa uso convinton che dietro un profilo non vi sia nulla di umano e vulnerabile”, scrive su Twitter un’utente, Marta. “Ancora oggi molti commenti ‘se l’è cercata’. Il problema è la Rete o la condizione femminile in Italia a livelli critici?”, si interroga un altro, Luca. E ancora, Laura: “è una questione di genere, le donne sono crudelmente giudicate per la loro libertà sessuale”.

C’e’ anche chi, come Lorenzo, osserva: Tiziana e’ stata “uccisa anche dalla lentezza della giustizia italiana, mentre tardavano a cambiarle identità il video continuava a girare”. E chi ammonisce: “ricordiamoci che un like o un commento sui social fanno male tanto quanto una coltellata”.

Alcuni non mostrano segni di pentimento, anzi. “Se vi indigna il caso di Tiziana Cantone o siete troppo buoni. O troppo ipocriti”, commenta Marco. “Di fronte a uno dei video piu’ divertenti degli ultimi anni dovevamo soffermarci a pensare “non ridiamo sennò si ammazza”, scrive Alessandro. “Dispiace per il suicidio ma guarda il video. Se ti butti volontariamente in mezzo agli squali non pui uscirne indenne”, scrive un altro.  (AGI)

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