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Torino, ricoverata per denutrizione a 10 anni. I genitori la portano via con la forza dall’ospedale

Sono fuggiti dal Regina Margherita con la bimba, che ha urgente bisogno di cure. Adesso li cerca la polizia.
ANSA
Una veduta esterna dell’Ospedale Regina Margherita.

Pubblicato il 04/08/2018 –
LODOVICO POLETTO –
TORINO –
Hanno «rapito» una bambina dall’Ospedale Regina Margherita. Una bambina che ha bisogno di cure. L’hanno rapita e adesso sono in fuga in giro per l’Italia.
Questa è una storia senza nomi, perché i bambini vanno protetti, sempre. E la piccina – suo malgrado protagonista di questa vicenda così assurda – è nata nel 2008 e di anni ne ha appena dieci. Era ricoverata all’ospedale di piazza Polonia per un gravissimo problema di denutrizione. Scelte della famiglia, certo. Ma non soltanto. Era denutrita, malata, ma non in pericolo di vita perchè il cibo – pare – fosse anche oggetto di ricatto in famiglia. Di punizioni, addirittura.

È accaduto mercoledì, nel reparto dove l’avevano ricoverata. E dove un medico stava tentando di adottare un provvedimento che l’avrebbe salvata. L’avrebbe tolta temporaneamente alla famiglia. Per poterla curare.
Ma mercoledì i genitori sono andati dritti al reparto dove c’era lei, ignorando proteste e regolamenti. Hanno raccolto quel poco che c’era della loro figlia e se ne sono andati. E la scena non è stata tra le più tranquille. Lo hanno fatto tra le proteste degli infermieri e dei medici. Che li hanno scongiurati di ripensarci, perché: «Così fate correre un grosso rischio a vostra figlia». Lo hanno fatto spalleggiati da un uomo che ha detto di essere un avvocato, il «tutore dei diritti di queste persone». Hanno provato a fermarli, a farli ragionare, a elencare motivazioni mediche e sanitarie. Ma è stato tutto inutile. Poi qualcuno dall’ospedale ha chiamato la polizia, in un estremo tentativo di bloccare questa follia.

Com’è finita? Male. I genitori, l’avvocato e la bimba malata hanno lasciato il Regina. Sono risaliti in automobile e se ne sono andati. Perché fermare qualcuno fisicamente è un reato. E perché se sei un medico o un infermiere più che spiegare le ragioni della tua scelta nelle cure e nella terapia non puoi fare. Anche se c’è una bambina che – forse – rischia la vita.
La storia di questo «rapimento» ora è tutta raccontata negli atti della Direzione sanitaria che sono stati inviati alla Procura della Repubblica. In ospedale, invece, nessuno ne parla apertamente. Ci sono soltanto voci: «Se non ci fossero motivazioni sanitarie non saremmo così preoccupati». Lo sussurrano nei corridoi. Ma arrivano gli echi da più parti. La polizia ha inviato il rapporto dell’intervento alla magistratura. Di più? Zero.

Dove sono finiti adesso quel papà e quella mamma? E la loro bambina? E il loro avvocato, così pronto a difendere i diritti dei genitori davanti alle proteste di chi salva le vite?
Dicono che siano andati immediatamente via da Torino. Che si siano diretti al Sud, oppure in qualche isola. Pare la Sardegna. Gli accertamenti avviati dalle forze dell’ordine sono soltanto un dettaglio di questa storia. Ma sono fondamentali per comprendere quanti rischi corra la piccina.
Ora li cercano tutti. Prima o poi la bambina riapparirà in qualche ospedale. Forse. E come dice qualcuno: «Speriamo senza conseguenze sulla salute di quella ragazzina. Che non ha colpe. E merita solo attenzioni».

http://www.lastampa.it/2018/08/04/cronaca/torino-ricoverata-per-denutrizione-a-anni-i-genitori-la-portano-via-con-la-forza-dallospedale-rBJ0vkwz1bSbeP93BJrPwM/pagina.html

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