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Tra Mattarella e Salvini si accende il duello su Paolo Savona

Giuseppe Conte avvia le sue consultazioni alla Camera, ma pare che non siano ancora finite quelle che di solito si tengono nelle stanze del Quirinale. Gli incontri del Presidente del Consiglio incaricato si snocciolano per tutto l’arco della giornata, e nella maggior parte dei casi non contengono novità di rilievo (la notizia è invece l’incontro, previsto domani, tra il professore e il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Contemporaneamente, però, riparte un botta e risposta tra il Quirinale e Matteo Salvini. Oggetto: i poteri di nomina e l’indipendenza dei presidenti del Consiglio e della Repubblica. Esattamente come se fosse ancora ieri. E l’argomento rischia di restare caldo per molti giorni, perché non di semplice discussione teorica si tratta: c’è in ballo la nomina di Paolo Savona al ministero dell’economia.  

“Qui non si accettano diktat”

Mentre Conte si trova impegnato nelle sue consultazioni, una nota ufficiosa del Quirinale precisa e puntualizza: “Quanto alla possibilità che esistano veti presidenziali su alcuni ministri, il Colle risponde che il tema all’ordine del giorno non è quello di presunti veti ma, al contrario, quello dell’inammissibilità di diktat nei confronti del Presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica nell’esercizio delle funzioni che la Costituzione attribuisce loro”.

“La Costituzione infatti prevede scelte condivise tra presidente del Consiglio e Capo dello Stato sulla scelta dei ministri”, aggiunge. La preoccupazione del Colle è dunque che si limiti l’autonomia del presidente del Consiglio incaricato e del presidente della Repubblica nell’esercizio delle loro prerogative istituzionali.

Anche Maroni pare smarcarsi. E Di Maio si tira fuori

In Italia il presidente della Repubblica non è un “notaio” e i “giovani leader” devono rispettare le regole. A dirlo è l’ex governatore leghista, Roberto Maroni, da sempre non allineato con Salvini.

Dal Movimento 5 Stelle si fa sentire Luigi Di Maio, che prima eclude che si sia chiusa la lista dei ministri. Poi prosegue: “Bisogna parlarne con il presidente del Consiglio incaricato che decide insieme al Presidente della Repubblica”.

“Non dettiamo niente a nessuno, ma Savona non si tocca”

“Ma che diktat! Sono solo dei suggerimenti” risponde Salvini con una scelta di parole di rara diplomazia. Ma poi prosegue: “Quando c’è il meglio a disposizione tu parti dal meglio e dal mio punto di vista e di tanti altri Savona è il meglio, é la garanzia che l’Italia possa tornare a sedersi ai tavoli europei da protagonisti”. Tradotto: guai a chi lo tocca.

Il centrodestra resta profondamente diviso, nonostante la flat tax

Sulla Flat tax ci sarà una concreta possibilità di convergenza tra le forze di governo ed il centrodestra. Intanto però Silvio Berlusconi incontra Salvini, e all’uscita fa sapere che le cose non cambiano, per lui. All’opposizione, punto e basta. E la stessa Giorgia Meloni ci va pesante con le parole.

“Noi ci saremo sui provvedimenti sulla sicurezza, sui temi del nostro programma, ci saremo. Ci saremo sulla flat tax, su cui vedo timidezza, per questi provvedimenti ci si consideri in maggioranza. Ma quando arriveranno provvedimenti che non condividiamo, non ci saremo”, esordisce la leader di Fdi. Ma poi aggiunge: “Quando Di Maio mi ha detto che potevamo entrare nel governo se io lo avessi appoggiato come premier ed io ho detto di no per rispetto al centrodestra e anche a Salvini, lui non ha detto una parola. Io sono leale, non ho mai usato la parola traditore non escludo di poterlo fare in futuro”.

L’Europa gradisce i primi messaggi

I ministri delle Finanze di Germania e Francia, Olaf Scholz e Bruno Le Maire, hanno salutato positivamente le prime dichiarazioni del premier incaricato, Giuseppe Conte, con cui si è impegnato a rispettare  le regole Ue. 

“È un buon segnale che il futuro presidente del Consiglio italiano abbia parlato da europeista, che abbia detto che vuole con il suo governo attenersi alle regole europee”, ha detto Scholz, arrivando a Bruxelles alla riunione dei 19 ministri delle finanze dell’eurozona. E Le Maire si è espresso nella stessa direzione: “Abbiamo tutti notato positivamente le prime dichiarazioni del Presidente del Consiglio italiano che si impegnato giustamente a rispettare le regole europee”. “E’ un segnale positivo e vogliamo lavorare in modo costruttivo con l’Italia e giudicare dai fatti”. 

Come dire: prendiamo per buone le assicurazioni. Poi si vedrà, anche sulla base di chi sarà il prossimo ministro dell’economia.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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