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Tra Spagna e Catalogna è già scoppiata la guerra. La stanno combattendo gli hacker

Il pomeriggio di sabato 21 ottobre gli hacker di Anonymous hanno attaccato e reso inaccessibili diversi siti istituzionali spagnoli. L’operazione, ribattezzata #OpCatalunya – operazione Catalogna – è arrivata nel giorno in cui il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha annunciato che assumerà le competenze del presidente catalano, Carles Puigdemont, e convocherà nuove elezioni entro sei mesi. Come conseguenza dell’intervento del collettivo di banditi digitali, la pagina della Corte Costituzionale spagnola è stata offline fino alle 20.

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Sottratti file e informazioni personali

L’azione, che ha preso di mira decine di siti istituzionali, è stata confermata dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DSN), che ha indicato come durante le ultime settimane diverse pagine statali abbiano subito l’attenzione degli hacker, i quali hanno rivendicato le loro azioni postando su Twitter le schermate dei siti non più raggiungibili, utilizzando gli hashtag #OpCatalunya e #FreeCatalunya. Una fonte informata ha riferito ad Agi che durante gli attacchi sono stati sottratti numerosi file e informazioni personali. Tra questi sono presenti credenziali e password di accesso di alcuni siti governativi. Per l’iniziativa di protesta #OpCatalunya, gli hacker spagnoli sono stati affiancati da sodali collegati da tutta Europa.

La rappresaglia degli hacker unionisti di SpainSquad

Nel condurre l’attacco informatico, i membri di Anonymous hanno dovuto fronteggiare la reazione di un gruppo avversario, che ha risposto colpendo la chat Irc – un metodo di comunicazione usato dagli hacker – che Anonymous usa per coordinare le proprie iniziative. Il gruppo ostile, chiamato SpainSquad, rivendica di essere “dedicato alla sicurezza informatica di celebrità, imprese e simili”, ed è ostile alle rivendicazioni catalane.

L’azione di Anonymous giunge dopo il blocco, da parte del governo spagnolo, di almeno venticinque pagine web collegate al referendum. Secondo i dati raccolti, la censura sarebbe intervenuta almeno dal 25 settembre 2017 fino al referendum del primo ottobre, come denunciato dall’Osservatorio sulle interferenze nella rete Ooni.

Evidence of Internet Censorship during Catalonia’s Independence Referendum: https://t.co/hlNO3iXbnm
Our report w/ @Qur1um#ReferendumCatalan pic.twitter.com/68LU6AoaWI

— OONI (@OpenObservatory) October 3, 2017

Il gruppo di antagonisti virtuali ha utilizzato la tecnica del Distributed Denial of Service (DDoS, sistema per sovraccaricare di richieste un sito rendendolo non raggiungibile) per colpire e mettere fuori servizio i siti della Banca March, della Protezione Civile, dell’Università della Coruña, dell’Università di Barcellona, del Politecnico di Valencia, dell’Università di Alicante e di diverse imprese e municipalità. Colpita anche la pagina della Fondazione Francisco Franco, intitolata all’ex dittatore spagnolo.

Tribunal Constitucional de Españahttps://t.co/tHj9w1sjUW

You Have Been Hacked#TangoDown#OpCatalunya#AnonPlushttps://t.co/iI6XPW2Brf pic.twitter.com/jj9nwUBItW

— anonplus (@AnonPlus_Info) October 20, 2017

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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