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Transizione al veleno, le purghe del genero di Trump

New York – Le tensioni e i dissapori nell’entourage del presidente eletto statunitense, Donald Trump, minacciano di interferire e rallentare il processo di transizione in vista dell’ingresso alla Casa Bianca. L’ex deputato del Michigan e consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Rogers, e il lobbista Matthew Freedman sono stati defenestrati: secondo il New York Times, sono rimasti vittime dell’epurazione voluta da Jared Kushner, il genero di Trump, marito della figlia Ivanka.

Venerdì era gia’ stato allontanato Chris Christie, sostituito come capo del team di transizione dal vicepresidente Mike Pence. Il governatore del New Jersey ha pagato lo scotto di aver mandato il padre di Kushner in prigione (quando era ancora procuratore federale, lo condannò a due anni di carcere per evasione fiscale). E con lui, sono stati epurati quelli considerati vicini. Rogers, che si occupava dei temi legati alla sicurezza nazionale, era dato in corsa per la guida della Cia: sconterebbbe anche il fatto che – quando era a capo della Commissione Intelligence della Camera, incaricata del rapporto sull’attentato all’ambasciata americana a Bengasi, in Libia, nel 2012 – concluse che l’amministrazione Obama non aveva intenzionalmente ingannato l’opinione pubblica.

 

Very organized process taking place as I decide on Cabinet and many other positions. I am the only one who knows who the finalists are!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 16 novembre 2016

 

Trump ha provato a tranquillizzare tutti con un ‘tweet’: “E’ in corso un processo molto organizzato perché sto decidendo sul governo e molte altre posizioni. Sono l’unico a conoscere chi sono i finalisti“. Tutto secondo i piani anche secondo Rudolph Giuliani, l’ex sindaco di New York, dato per vincente nella corsa all’incarico di segretario di Stato: “Sono cose difficili da fare. Le transizioni hanno sempre intoppi, è un processo enormemente complesso”.

 

After exchange w Trump transition team, changed my recommendation: stay away. They’re angry, arrogant, screaming “you LOST!” Will be ugly.

— Eliot A Cohen (@EliotACohen) 15 novembre 2016

 

Intanto Eliot A.Cohen, un repubblicano moderato, a lungo nell’amministrazione Bush -che in un primo tempo aveva criticato Trump, ma dopo la vittoria aveva annunciato che era pronto ad aiutarlo- ha già fatto marcia indietro. Rivolgendosi agli altri repubblicani ispirati dal ‘Never Trump’, ha assicurato che non lavorerà con la nuova presidenza: “Dopo l’incontro con il ‘transition team’, ho cambiato idea: state alla larga’. “Sono arrabbiati, arroganti e mi urlano: ‘Hai perso’. Sarà terribile”. Cohen ha denunciato che gli uomini di Trump lo hanno sbranato quando gli ha proposto nomi per la nuova amministrazione: “Pensano solo a yes-man”. 

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