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Trascrizione

Sulla presa di posizione della curia dalla comunità gay è arrivato il commento di un esponente “storico”, Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia: «L’idea che la trascrizione sul registro di stato civile delle coppie dello stesso sesso violi la privacy è una tale assurdità che risulta persino avvilente commentarla.

Il problema esisterebbe se la trascrizione

fosse fatta all’insaputa degli interessati ma come tutti sanno succede esattamente il contrario ovvero sono le coppie gay sposate all’ estero che chiedono la trascrizione e dando il loro consenso non esiste proprio un problema di privacy.

È interessante quindi capire come mai la curia bolognese tira fuori argomenti puerili e palesemente inconsistenti sul piano giuridico pur di cercare di bloccare le annunciate trascrizioni». C’è tensione fra Chiesa e Palazzo a Bologna. La Curia della città “rossa e papale” è tornata infatti ad attaccare il Comune che dalla metà di settembre trascrivera’ nei propri registri i matrimoni omosessuali contratti all’estero dai bolognesi. Una norma che ha un valore più simbolico che politico, che ha suscitato gli applausi degli esponenti del movimento gay (fra tutti il senatore bolognese Sergio Lo Giudice, che qualche anno fa ha sposato il suo compagno a Oslo) e infuriare gli ambienti vicini alla Curia. Annunciato settimane fa, il provvedimento era già stato bollato come pura propaganda politica dai vertici ecclesiastici cittadini. Che sono tornati alla carica con un attacco frontale al sindaco Virginio Merola su “Bologna Sette”, il settimanale diocesano, allegato domenicale di “Avvenire”.

La trascrizione dei matrimoni, come si legge in un intervento affidato al giurista Paolo Cavana, violerebbe la privacy, visto che svelerebbe un dato sensibile come l’orientamento sessuale. Secondo la Curia il provvedimento «oltre a risultare in contrasto con la giurisprudenza di legittimità, sembra dimenticare che le informazioni idonee a rivelare la vita o l’orientamento sessuale delle persone, è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge o con atto adottato dal garante per la protezione dei dati personali». Il parere del garante, sostiene Cavana, anche se richiesto, senza una legge difficilmente potrà essere positivo.

Secondo il giurista, quindi, il provvedimento in questione «che ordina l’inserimento nell’archivio informatico del Comune di atti privi di ogni rilevanza giuridica, ma tali da rivelare l’orientamento e la vita sessuale delle persone appare formalmente illegittimo se non, almeno in linea teorica, addirittura illecito». Merola ha già in più occasioni ribadito di voler andare avanti nonostante le osservazioni della Curia e nonostante la netta opposizione di alcune forze politiche, come il Nuovo centrodestra che contro il provvedimento ha presentato un esposto al ministro dell’Interno. Anzi la sua giunta prosegue anche con altre iniziative salutate con grande entusiasmo dalla comunità gay. Come quello, annunciato nei giorni scorsi, che prevede una modifica al regolamento di polizia mortuaria che consente a chi ha vissuto una vita insieme, omosessuale o no, di essere tumulato vicino al proprio compagno anche se non sposato. 

http://www.lastampa.it/2014/08/03/blogs/oltretevere/trascrizione-w9kRJ2vTZH5Avdwem0S9GO/pagina.html

 

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