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Trivelle: sindacati, referendum inutile e dannoso per paese

(AGI) – Roma, 11 apr. – “Ribadiamo la nostra ferma contrarieta’ ad una iniziativa referendaria che riteniamo inutile e dannosa per il Paese”. E’ quanto affermano in una nota i segretari generali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani. “Inutile – spiegano i tre sindacalisti – perche’ interviene su una materia gia’ definita dalle normative recentemente approvate dalle istituzioni competenti e dannosa per le conseguenze che un’eventuale affermazione dei ‘Si” comporterebbe sull’occupazione e le professionalita’ del settore, sulla fiscalita’ locale e centrale, sull’autonomia energetica del Paese e sui danni ambientali che deriverebbero dall’aumento del traffico navale interno per le conseguenti maggiori importazioni di petrolio via navigazione marittima”.
“Per queste motivazioni – sottolineano Miceli, Colombini e Pirani – invitiamo ad affrontare il dibattito sulla transizione energetica fuori da posizioni dogmatiche e precostituite, invitando il Governo, le istituzioni locali e le aziende del settore ad aprire con urgenza un confronto di merito sulla realizzazione della Strategia Energetica Nazionale per sostenere gli investimenti e la realizzazione delle infrastrutture innovative e delle nuove tecnologie nel settore, favorendo cosi’ la crescita e un rinnovato sviluppo del Paese”.
“Il quesito referendario – ricordano i tre sindacalisti – non chiede di autorizzare o meno nuove trivellazioni, ma chiede il blocco delle concessioni di impianti off shore attualmente operativi nell’estrazione di olio e gas naturale tra le 5 e le 12 miglia marine dal limite della costa. Impianti operativi su giacimenti ancora ricchi di idrocarburi e fondamentali per la produzione interna”.
Forti sarebbero anche gli impatti occupazionali: “Gli addetti dedicati agli impianti interessati dal referendum e la cui occupazione verrebbe messa a serio rischio sono circa 5.000 tra i diretti (operativi sulle piattaforme, attivita’ di ingegneria, staff, logistica e commerciale) e circa 15.000 tra gli indiretti (manutenzioni edili e meccaniche, trasporto, logistica indiretta, attivita’ di supporto vario)”, concludono Miceli, Colombini e Pirani. (AGI)
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