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Troppe visite e cesarei inutili: così in Italia nascono i bambini

Gravidanze troppo medicalizzate e che terminano con un numero spropositato di parti cesarei, più di uno su tre. Come nascono i bambini italiani e quante visite devono fare le mamme durante i nove mesi di gravidanza? Ecco la fotografia del parto in Italia, scattata dal Rapporto annuale realizzato dal ministero della Salute con i dati del Cedap (certificato assistenza al parto) dell’anno 2014. 

Dove nascono i bambini

Sempre facendo riferimento all’anno 2014, le mamme si affidano principalmente a strutture specializzate per mettere alla luce il loro bebè. Sul totale dei parti: 

  • L’ 88,8% è avvenuto negli Istituti di cura pubblici ed equiparati
  • L’11,2% nelle case di cura private (accreditate o non accreditate)
  • Lo 0,1% altrove 

Il 62,5% dei parti si svolge in strutture dove avvengono almeno 1.000 parti annui. Tali strutture, in numero di 179, rappresentano il 34,9% dei punti nascita totali. Il 7,5% dei parti ha luogo invece in strutture che accolgono meno di 500 parti annui.

Mamme italiane o straniere?

Il 20% dei parti riguarda madri che non hanno la cittadinanza italiana. La percentuale sale a 25 al Centro-Nord con un picco del 30% in Emilia Romagna e Lombardia.

Le mamme non italiane provengono da:

  • Unione Europea (26,4%)
  • Africa (25,2%)
  • Asia (18,5%)
  • Sud America (7,9%)
  • Altri Paesi (22%)

L’eta media delle mamme 

Essendo il numero delle mamme straniere che partiriscono in Italia abbastanza alto, va fatta una differenza anche per quanto riguarda l’età visto che è in media più alta per le italiane 32,7 anni e scende a 29,9 anni per le straniere. I valori mediani sono invece di 33 anni per le italiane e 30 anni per le straniere. L’età media al primo figlio è per le donne italiane quasi in tutte le Regioni superiore a 31 anni, con variazioni sensibili tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Le donne straniere partoriscono il primo figlio in media a 28,2 anni.

Il livello culturale delle mamme

Italiane:

  • Il 43,7% delle donne che hanno partorito nell’anno 2014 ha una scolarità medio alta
  • Il 29,4% medio bassa
  • Il 26,9% ha conseguito la laurea

Straniere: prevale una scolarità medio bassa (47,5%).

Troppi cesarei

Il parto cesareo dovrebbe essere una procedura da adottare solo in situazioni di emergenza e che invece rischia di diventare la norma: in media nel 2014 il 35% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali.

Dove c’è una maggiore propensione:

  • Nelle case di cura accreditate si registra tale procedura in circa il 53,6% dei parti contro il 32,6% negli ospedali pubblici. Naturalmente nelle Regioni in cui è rilevante la presenza di tali strutture le percentuali sono sostanzialmente diverse. 

Chi vi ricorre più spesso:

  • Il parto cesareo è più frequente nelle donne con cittadinanza italiana rispetto alle donne straniere: si ricorre al taglio cesareo nel 28% dei parti di madri straniere e nel 36,8% nei parti di madri italiane.

Troppe visite mediche

Le future mamme italiane non lesinano in controlli: nell’87% delle gravidanze il numero di visite ostetriche effettuate è superiore a 4 mentre nel 73,3% delle gravidanze si effettuano più di 3 ecografie. La percentuale di donne italiane che effettuano la prima visita oltre il primo trimestre di gravidanza è del 2,6% mentre tale percentuale sale al 11,5% per le donne straniere. Molto sembra dipendere anche dal livello culturale delle mamme:

  • Quelle con scolarità bassa effettuano la prima visita più tardi
  • Quelle con il titolo di studio elementare o senza nessun titolo che effettuano la prima visita dopo l’11esima settimana di gestazione è del 10,6%
  • Le donne con scolarità alta che tardano la prima visita è pari al 2,6%.

Anche la giovane età della donna, in particolare nelle madri al di sotto dei 20 anni, incide sulla mancanza di controlli:

  • Assenti nel 3,2% dei casi
  • Tardivi (prima visita effettuata oltre l’undicesima settimana di gestazione nel 12,6% dei casi).

Il numero delle amniocentesi:

In media sono stati fatti 9,2 esami ogni 100 parti. A livello nazionale alle madri con più di 40 anni il prelievo del liquido amniotico è stato effettuato nel 28,31% dei casi.

Quasi tutti i papà sono presenti al parto

La donna ha accanto a sè al momento del parto (esclusi i cesarei) nel 91,83% dei casi il padre del bambino, nel 6,74% un familiare e nell’1,42% un’altra persona di fiducia. La presenza di una persona di fiducia piuttosto che di un’altra risulta essere influenzata dall’area geografica. Nei test di valutazione della vitalità del neonato tramite indice di Apgar, il 99,4% dei nati ha riportato un punteggio a 5 minuti dalla nascita compreso tra 7 e 10.

La procreazione assistita

Quanto alla procreazione assistita, ha generato in media 1,71 gravidanze ogni 100. La tecnica più utilizzata è stata la fecondazione in vitro con successivo trasferimento di embrioni nell’utero (FIVET), seguita dal metodo di fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma (ICSI).

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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