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Troppo lavoro, niente nozze. I single spaventano la Cina

In tutto il Paese almeno 200 milioni di adulti non sposati. Il partito corre ai ripari e organizza appuntamenti romantici.

Il matrimonio in Cina è un passaggio sacro per la vita di molte famiglie, che hanno ancora un ruolo nella scelta del partner.

Pubblicato il 21/05/2017 –
francesco radicioni –
pechino –

Se non bastavano le pressioni e le domande indiscrete dei genitori, adesso anche il partito comunista ha deciso di aiutare i giovani cinesi a trovare la propria anima gemella. Nei giorni scorsi, He Junke, dirigente della lega per la gioventù comunista, ha detto che Pechino vuole risolvere il problema degli appuntamenti romantici e dei pochi matrimoni tra i ragazzi. «Con lo sviluppo della società cinese, l’età in cui i giovani si sposano e hanno figli si è spostata in avanti rispetto al passato», ha notato He. «I ragazzi cominciano a pensare al matrimonio solo quando hanno 25 o 26 anni, a quel punto possono trovare il proprio partner ideale solo all’interno di un circolo sociale piuttosto ristretto».

Così che la lega della gioventù comunista si propone di organizzare eventi per «promuovere occasioni d’incontro» e di usare i media per «contrastare l’immagine negativa del matrimonio». Non è una novità. Negli ultimi anni giornali e tv hanno iniziato una campagna per far crescere il numero di matrimoni tra i giovani, coniando termini spregiativi come «sheng nu» – letteralmente, donna di scarto – per descrivere una ragazza che ha superato i 27 anni ed è ancora single. Per oltre trent’anni, i matrimoni ritardati sono stati parte della politica adottata da Pechino per limitare le nascite. Adesso però in Cina la politica del figlio unico è stata archiviata.

Dal 2016 Pechino è passata alla cosiddetta politica di due figli per coppia, mentre in molte aree rurali la rigida pianificazione familiare degli anni ’80 ha lasciato il posto a incentivi per le nuove nascite. I risultati sono piuttosto deludenti: un recente sondaggio del portale Zhaopin ha mostrato che due terzi delle donne che lavora e che ha già un figlio non ne vuole un secondo. A Pechino, Shanghai e nelle altre grandi città l’alto costo delle spese per l’istruzione, i lunghi orari di lavoro e l’assenza di un sistema di welfare rappresentano forti deterrenti per molte donne a diventare mogli e madri troppo presto. Stando a una ricerca di un paio di anni fa, l’età media del matrimonio oggi in Cina è di 26 anni. Nel 2000 era di 23 anni per le donne e di 25 per gli uomini.

Nelle aree urbane in molti non vogliono sentir parlare di matrimonio fino ai 30 anni. Oggi in Cina ci sono 200 milioni di adulti single, pari al 14,6% della popolazione. Però come già era nella Cina imperiale, il matrimonio continua a essere un momento sacro per la maggior parte delle famiglie. «Nella cultura confuciana cinese il rispetto per i genitori è la qualità più importante», spiega Xian Hui, studentessa di 23 anni. «Così che rifiutare di sposarsi e di avere dei figli è il più grave segno di mancanza di pietà filiale».

Per molte quindi si tratta solo di rimandare la scelta del matrimonio a subito dopo aver gettato le basi della propria carriera. «Come potrei essere così egoista dal non mettere su una famiglia?» dice Zhou Mianmian, che a 28 anni non si è ancora sposata, ma che aspetta «il momento giusto». Per gli uomini è diverso. «Una casa di proprietà, un’automobile e un buon conto in banca: se non hai questi requisiti nessuna madre è disposta a dare il via libera al matrimonio della figlia», dice Bo Shenyuan arrivato single a 32 anni. All’inizio degli anni ’50 Mao Zedong ha riscritto la legge e proibito – sulla carta – i matrimoni combinati. Ancora oggi però il ruolo delle famiglie nell’organizzazione dei matrimoni in Cina è piuttosto forte, nel combinare occasioni d’incontro e nel trovare «un buon partito». «In Cina il matrimonio rimane l’unione di due famiglie, non solo di due persone», chiosa Bo Shenyuan.

http://www.lastampa.it/2017/05/21/esteri/troppo-lavoro-niente-nozze-i-single-spaventano-la-cina-ZoGBK41KfIKoBSDeUeE2rJ/pagina.html

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