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Trovato in Sicilia il fucile con cui fu nel 1991 fu ucciso il giudice Scopelliti

E’ stata trovata l’arma con cui nel 1991 fu ucciso il giudice Antonino Scopelliti. Il fucile calibro 12 è stato rinvenuto nel Catanese, ha annunciato il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, nel corso dell’annuale commemorazione a Piale presso la stele dedicata al giudice Scopelliti. magistrat fu, assassinato in un agguato mafioso mentre viaggiava nella sua auto alla periferia di un paese del reggino. Scopelliti, sostituto procuratore generale presso la Suprema Corte di Cassazione, avrebbe dovuto rappresentare l’accusa contro gli imputati del maxiprocesso di mafia a Palermo. “Quella di oggi – ha detto Bombardieri – e’ una cerimonia importante, sono passati tanti anni da quando un servitore dello Stato, un collega impegnato seriamente nel suo lavoro, e’ stato assassinato barbaramente, ed e’ un giorno ancora piu’ importante perche’ possiamo dire che nelle indagini che la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria sta portando avanti sempre in relazione a quel fatto atroce, abbiamo raggiunto e aggiunto un tassello importante alle indagini. A seguito di un’ attivita’ mirata – ha aggiunto il procuratore Bombardieri – riteniamo di aver rinvenuto e sequestrato l’arma con cui e’ stato assassinato il consigliere Scopelliti. Una serie di elementi ci inducono a ritenere che l’arma rinvenuta e sequestrata, peraltro nel territorio del Catanese, sia quella utilizzata per l’omicidio. E’ un’attivita’ della Dda in relazione alla quale pero’ al momento non aggiungiamo altro. Ci sembrava doveroso dirlo oggi, e’ un sequestro dei giorni scorsi, per rispetto alla memoria del collega e della sua famiglia”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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