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 Trump: "Accetto il risultato solo se vinco io"

Houston – Il candidato repubblicano Donald Trump alza il tiro a 18 giorni dall’Election Day. “Accetterò il risultato delle elezioni solo se “vincerò io” o “se sarà chiaro”, ha dichiarato durante un comizio in Ohio, rilanciando le accuse di brogli, dopo lo strappo senza precedenti all’ultimo dibattito presidenziale quando si è rifiutato di impegnarsi a riconoscere l’eventuale vittoria della rivale Hillary Clinton. “Fate attenzione. Dire che accetterà l’esito solo se sarà lui a vincere non è una battuta: mette a rischio la democrazia”, ha avvertito il presidente Barack Obama”, durante un comizio in Florida a sostegno della candidata repubblicana. La first lady Michelle Obama, facendo campagna per la Clinton in Ohio, è tornata all’attacco di Trump che “tratta le donne come oggetti del piacere” mentre è salito a 10 il numero di coloro che accusano il candidato del Grand Old Party (Gop) di averle molestate. E la tensione non è si è allentata neppure durante il tradizionale galà di beneficenza dell’Alfred Smith Memorial Foundation dove i due candidati avrebbero dovuto sfidarsi a suon di battute comiche e non con acide frecciate come è invece accaduto.

IL DIRITTO DI CONTESTARE IL RISULTATO

Certamente accetterei un chiaro risultato elettorale, ma mi riserverei il diritto di contestare legalmente il risultato nel caso di un esito opinabile“, ha dichiarato ieri Trump a Daleware, in Ohio. Ma se anche il candidato repubblicano si rifiutasse di concedere la vittoria alla rivale – sebbene non vi siano precedenti e potrebbe portare la democrazia su un terreno pericoloso – le conseguenze dal punto di vista legale sarebbero ininfluenti, secondo gli esperti. “Francamente nel nostro sistema è irrilevante se qualcuno concede la vittoria o meno. Il voto del collegio elettorale è definitivo”, ha spiegato al Guardian James Bopp, avvocato costituzionalista conservatore.

IL RETROSCENA

Trump aveva due differenti versioni del discorso pronunciato ieri in Ohio, secondo una email circolata sui social media. “Signori e signore oggi voglio fare un importante annuncio. Voglio promettere a tutti i miei elettori e sostenitori, a tutti i cittadini degli Stati Uniti, che quando ci sarà il risultato nella notte elettorale accetterò’, senza esitazioni, il discorso con cui Hillary Rodham Clinton riconoscerà la sua sconfitta”, recitava la versione “più soft”.

IL MONITO DI BARACK OBAMA

Parlare di elezioni truccate e rifiutare di impegnarsi a riconosce la vittoria dell’avversario “danneggia la democrazia”, è stato il monito del presidente americano durante un comizio in Florida, parlando a favore di Hillary. “Sono d’accordo con Marco Rubio (il senatore repubblicano ex rivale di Trump alle primarie, ndr) quando dice che Donald Trump non può avere i codici nucleari“, ha rincarato Obama, avvertendo che in questa elezione sono in gioco “il progresso, la tolleranza, la giustizia e la democrazia e che il candidato del Gop è “inadeguato da tutti i punti di vista a fare il presidente”.

SALGONO A 10 LE DONNE CHE ACCUSANO TRUMP DI MOLESTIE

E’ salito a quota 10 il numero delle donne che accusano candidato repubblicano di molestie sessuali. L’ultima, in ordine di tempo, è Karena Virginia, che ieri ha tenuto una conferenza stampa a New York per raccontare la sua esperienza. Poche ore prima, durante l’ultimo dibattito presidenziale, Trump aveva respinto ogni addebito sostenendo che queste donne sono in cerca di fama o sono fomentate dalla campagna della Clinton. Virginia ha riferito che il magnate le ha toccato il seno nel 1998, durante gli Us Open di tennis, quando aveva 27 anni. Non si erano mai visti prima. “Ero sotto shock. Sono sobbalzata – ha riferito – poi lo shock si è tramutato in vergogna e ho smesso di usare vestiti corti e tacchi alti. Mi sentivo colpevole nel farlo”.

BATTUTE AL VELENO PER BENEFICENZA

Avrebbero dovuto appendere le armi al chiodo per un faccia a faccia all’insegna della comicità, come vuole la tradizione del galà di beneficenza dell’Alfred Smith Foundation, che si è svolto ieri al Waldorf Astoria di New York. Donald Trump e Hillary Clinton sono invece riusciti a trasformare la serata di raccolta fondi dell’organizzazione cattolica in una sfida di battute al veleno. Il candidato repubblicano è stato perfino contestato quando ha detto che Hillary è “corrotta” e “finge di non odiare i cattilici”. L’ex first lady ha rispettato di più il rituale dell’evento in frac ma non ha risparmiato frecciate acide al rivale come quando l’ ha definito “sano come un cavallo… quello che cavalca Vladimir Putin (il presidente russo, ndr)”.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il candidato del Gop oggi farà campagna elettorale a Fletcher, nella Carolina del Nord e poi in Pennsylvania, a Johnstown e a Newtown. La candidata democratica parlerà a Cleveland, in Ohio dove l’ultimo sondaggio della Suffolk University indica un testa a testa, con entrambi i contendenti al 45%. Tim Kaine, candidato democratico alla vice presidenza, interverrà a State College, in Pennsylvania e a favore di Hillary faranno comizi anche il vice presidente americano Joe Biden (a Wilkes-Barre, sempre in Pennsylvania) e il marito Bill Clinton ad Orlando, in Florida. (AGI) 

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