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Trump apre a Putin su Siria

di Rita Lofano

Houston – Mentre l’Europa si interroga sul futuro delle relazioni con gli Stati Uniti dopo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca – anche con bocciature durissime come quella del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker – il neo eletto smorza i toni rispetto all’agenda elettorale sulla politica interna e profila una svolta nelle relazioni con Mosca. In un’intervista al Wall Street Journal  –la prima da presidente – Trump sottolinea come la priorità debba essere la lotta all’Isis e non la cacciata del presidente siriano Bashar al-Assad, reclamata dall’attuale amministrazione di Washington. Trump indica di aver avuto un “posizione opposta rispetto a molti sulla Siria” perché, ha argomentato, “noi stiamo combattendo contro la Siria quando la Siria combatte contro l’Isis e dell’Isis bisogna liberarsi”. La Russia “è ora totalmente allineata con la Siria e poi c’è l’Iran, che sta diventando potente a causa nostra, allineato con la Siria. Noi appoggiamo i ribelli contro la Siria ma non abbiamo idea di chi sia questa gente”, ha rimarcato il futuro comandante in capo tenendo a precisare di aver ricevuto “una bella lettera” dal presidente russo Vladimir Putin che sentirà telefonicamente a breve.

PROTESTE DI PIAZZA CONTRO TRUMP NON SI PLACANO
Terza nottata di proteste anti-Trump nelle principali città americane, anche con tafferugli con le forze dell’ordine a Portland, nell’Oregon, e Los Angeles, in California. Sono oltre 200 le persone finite in manette, di cui 185 nella città degli angeli. Altri cortei a New York, dove la Trump Tower – residenza del presidente eletto – è stata trasformata in una fortezza off-limits. “Tutte le oppressioni creano uno stato di guerra”, recitava uno striscione a Miami, in Florida, mentre ad Atlanta, in Georgia, alcuni manifestanti si sono radunati davanti alla casa dove è nato Martin Luther King, simbolo della lotta non violenta per i diritti civili. Intanto sui social media è diventato virale un video che ritrae studenti di una scuola media del Michigan che scandiscono: “costruisci il muro”.

TRUMP CONFERMA PILASTRI OBAMACARE
L’Obamacare, la controversa riforma sanitaria voluta dal presidente Barack Obama per garantire a tutti la copertura assicurativa, non sarà cancellata. E’ la virata di Donald Trump, anticipata al Wall Street Journal e poi confermata durante un’intervista alla Cbs. Resteranno in piedi l’obbligo di assicurare anche le persone con condizioni mediche preesistenti e la possibilità per i figli di usufruire della copertura assicurativa dei genitori fino a 26 anni, cioè a dire due pilastri della legge. “Ho seguito il suo consiglio”, ha detto Trump riferendosi ad Obama, all’indomani del loro incontro alla Casa Bianca per avviare l’iter di passaggio delle consegne.

TEAM DI TRANSIZIONE, GUIDA PASSA DA CHRISTIE A PENCE. VENDETTA KUSHNER?
Sarà Mike Pence, il vicepresidente eletto, a guidare il team di transizione alla Casa Bianca di Donald Trump: prenderà il posto del governatore del New Jersey, Chris Christie, declassato a vice, un ruolo che ricoprono altri personaggi come l’ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, o Michael Flynn, generale dell’esercito in congedo. Nella nuova organizzazione, con il compito primario di formare il nuovo governo, entrano i figli di Trump, Donald Jr. ed Eric, la figlia Ivanka e suo marito, Jared Kushner, considerato tra gli architetti della campagna elettorale del miliardario. Sul declassamento di Christie pesa la recente condanna per truffa di due dei suoi piu’ stretti collaboratori che, nel 2013, chiusero alcune corsie del George Washington Bridge, il ponte che collega il New Jersey a Manhattan, con l’intento di creare code e problemi all’amministrazione del sindaco di New York, il democratico Bill de Blasio. Ma c’e’ anche il sospetto di una vendetta personale, da parte di Jared Kushner. Fu Christie, nel 2005, quando era procuratore federale, a mandare in carcere per due anni suo padre, Charles Kushner, imprenditore edile e figura di spicco della comunita’ ebraica del New Jersey. Si dichiaro’ colpevole di frode fiscale, finanziamenti elettorali illeciti e pressioni sui testimoni.

Partito toto-Trump, Gingrich e Giuliani nella futura squadra

TRUMP BLINDA OBAMA: NO A INIZIATIVE POLITICA ESTERA. ACCANTONATO TPP
Gli uomini di Trump ammoniscono il presidente uscente Barack Obama, alla vigilia del suo ultimo viaggio in Europa da comandante in capo. Secondo quanto riferisce il Politico, un consigliere per la sicurezza nazionale del presidente eletto avrebbe definito “controproducente ma anche fonte di caos” qualsiasi dichiarazione di Obama non in linea con le posizione di Trump “perché invierebbe messaggi che potrebbero indurre in confusione” i suoi interlocutori sulla linea della politica estera Usa. La prima conseguenza è lo stop agli sforzi volti a far approvare l’accordo di libero commercio trans-pacifico (Tpp) dal Congresso. Obama sarà in Grecia il 15 novembre e poi il 17 in Germania, dove partecipera’ anche ad un vertice nel nuovo formato “Quint”, con l’Italia, oltre agli Usa e al Paese ospitante, la Gran Bretagna e la Francia.

NEW YORK SI PREPARA A RESISTERE
Il sindaco di New York, il democratico Bill De Blasio ha annunciato che se il presidente eletto metterà in atto i piani annunciati durante la campagna elettorale, tra cui quello di espellere i clandestini, non potrà contare sulla sua collaborazione perché non gli consegnerà alcuna lista di irregolari. 

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