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 Trump azzera l'era Obama 

di Rita Lofano

Washington – Il futuro presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, getta acqua sul fuoco delle “differenze” con il comandante in capo uscente. Con Barack Obama c’è stata “grande chimica“, ha assicurato Trump via Twitter, definendo “fantastica” la giornata di ieri a Washington Dc, iniziata proprio con la storica visita alla Casa Bianca, accompagnato dalla moglie Melania.

 

A fantastic day in D.C. Met with President Obama for first time. Really good meeting, great chemistry. Melania liked Mrs. O a lot!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 11 novembre 2016

Il colloquio di novanta minuti nello Studio Ovale, prima tappa del processo di passaggio delle consegne che si concluderà con l’inaugurazione del prossimo 20 gennaio, è stato cordiale ma decisamente freddo, dopo i veleni della campagna elettorale. L’imbarazzo era tangibile anche se il presidente eletto ha definito l’incontro “un grande onore” e Obama ha parlato di una “conversazione eccellente”. Pochi sorrisi e visi tirati, perfino durante la stretta di mano finale. Gli Obama hanno inoltre evitato le foto di rito insieme alla futura coppia presidenziale, come fecero invece il presidente George W. Bush e la first lady Laura nel 2008, posando con il neo eletto Barack e la moglie Michelle davanti all’ingresso della Casa Bianca.

Melania vs Michelle, cambio di stile alla Casa Bianca

Intanto, mentre impazza il toto-nomine per la prossima squadra di governo, non accennano a placarsi le proteste scatenate dall’elezione di Trump, con migliaia di manifestanti in piazza nelle principali citta americane. Per la seconda notte e dopo l’intera giornata di giovedì, centinaia di persone, in gran parte studenti, sono scese in strada per manifestare la propria rabbia. Da Washington fino a Los Angeles, da New York a Chicago, fino alla Bay Area di San Francisco passando per Detroit, il timore diffuso è che Trump possa tradurre in pratica la deriva xenofoba, razzista e sessista sventolata durante la campagna elettorale. Si teme anche che prendano vigore i gruppi suprematisti bianchi: “Rendiamo l’America bianca grande di nuovo”, è la scritta apparsa su un muro. Le proteste stanno continuano numerose in tutto il Paese, anche se la folla sembra meno numerosa. Il neo eletto presidente ha manifestato su Twitter il suo disappunto e attaccato i media. “Manifestanti di professione, incitati dai media, stanno protestando. Molto scorretto”. Il suo staff elettorale, per non correre rischi durante la fase finale della campagna, gli aveva tolto la gestione diretta dei cinguettii. Probabilmente, considerando la nuova stoccata ai media, ne e’ tornato in possesso. Per oggi si preannuncia la terza giornata di mobilitazione.  

 

Just had a very open and successful presidential election. Now professional protesters, incited by the media, are protesting. Very unfair!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 11 novembre 2016

TASSE E SANITA’ NEL MIRINO

Trump a Washington ha visto anche lo speaker della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano Paul Ryan. I due, accantonate le animosità, hanno concordato una serie di priorità, ponendo l’accento sul taglio delle tasse e l’abolizione dell’Obamacare, la riforma sanitaria voluta da Obama per garantire a tutti la copertura assicurativa. Ma non solo. Trump intende smantellare la Dodd-Frank, la stretta sulla regolamentazione di Wall Street varata nel 2010, dopo la grande crisi. Per contro, la proposta di bandire l’ingresso ai musulmani negli Usa è scomparsa dal sito del presidente eletto. “Ci occuperemo della sanità, delle tasse, delle frontiere, del lavoro…”, ha assicurato il futuro inquilino della Casa Bianca durante il tour a Capitol Hill, sede del Congresso, tenendo per mano la moglie Melania mentre Ryan gli faceva da cicerone.

RENZI SI CONGRATULA CON TRUMP

Il premier Matteo Renzi ha chiamato Trump per congratularsi della vittoria alle elezioni. Nel corso del colloquio, il presidente del Consiglio ha ribadito l’importanza strategica dell’alleanza tra Italia e Stati Uniti e la volontà di lavorare insieme in vista della prossima presidenza italiana del G7 nel 2017.

TRUMP “DIVISIVO” A WALL STREET

Rimbalzo Trump“, come è stato ribattezzato, per l’indice industriale Dow Jones a Wall Street che ieri ha chiuso sui massimi storici per la seconda giornata consecutiva, galvanizzato dalla promessa di investimenti nei settori tradizionali, come petrolio e infrastrutture. Per contro, il tecnologico Nasdaq ha chiuso in negativo, con una perdita dello 0,8%. Le imprese hi-tech americane, capeggiate dalla Silicon Valley – il mega distretto di settore quartier generale di colossi come Apple e Google – si erano infatti schierate in massa a favore della candidata democratica Hillary Clinton.

LE PROSSIME TAPPE

Nei prossimi 71 giorni, cioè fino all’inaugurazione del 20 gennaio 2017, Trump dovrà definire la nuova squadra di governo. Quanto ai restanti incarichi pubblici che dovrà assegnare, circa 4.000, l’inter partirà dopo l’inaugurazione anche perchè alcuni richiedono il disco verde del Senato, oltre che dell’intelligence. Nel frattempo, il prossimo 19 dicembre, che coincide con il lunedì dopo il secondo martedì di dicembre (come prevede la legge Usa), il collegio elettorale (composto dai 538 grandi elettori scelti alle urne dagli americani) voterà il presidente. I voti dei grandi elettori vengono inviati da ogni Stato al Senato e disposti in due casse di mogano. Saranno conteggiati solo durante la seduta a camere riunite del Congresso in calendario il 6 gennaio.

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