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Trump chiarisce sulla Siria. “Il nostro obiettivo è l'Isis” 

Poco prima dell’incontro tra il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, e il ministro degli Affari Esteri russo, Serghei Lavrov, Donald Trump in due diverse interviste al New York Post e alla Fox cerca di chiarire la posizione degli Stati Uniti dicendo: “Non stiamo andando in Siria”. Le relazioni tra Mosca e Whashington sono molto tese e l’attacco missilistico statunitense del 7 aprile contro il regime di Damasco, accusato della strage di civili con il gas, non le ha di certo migliorate. L’intervista è anche una replica a quella parte della base elettorale di Trump (in particolare l’ultradestra isolazionista che fa riferimento a Steve Bannon) che, dopo l’inatteso raid, aveva temuto un’inversione a “U” rispetto alle promesse elettorali di un riavvicinamento a Mosca e di un coordinamento con Vladimir Putin nella lotta allo Stato Islamico.

 

Congratulations to our great military men and women for representing the United States, and the world, so well in the Syria attack.

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 8 aprile 2017

 

L’obiettivo è l’Isis 

“La nostra politica non è cambiata. La nostra grande missione resta quella di liberarci dell’Isis“, ha detto Trump al Post, spiegando che il raid americano è stato una risposta all’utilizzo di armi chimiche da parte del presidente siriano, Bashar al-Assad. Parlando con Fox, Trump ha accusato il suo predecessore, Barack Obama, di immobilismo contro Assad. “Quello che ho fatto io avrebbe dovuto farlo l’amministrazione Obama molto prima di me”, ha affermato. Poi, escludendo un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto siriano, ha indicato come perfino alcuni “tra peggiori tiranni del mondo non abbiano usato il gas”, riecheggiando le parole del suo portavoce, Sean Spicer, finito però nella bufera per aver menzionato Adolf Hitler che nelle camere a gas ha ucciso milioni di persone.

L’attacco ad Assad 

Trump ha definito Assad un “macellaio”. “Quando ho quelle immagini di quei civili morti ho ritenuto di dover fare qualcosa”, ha spiegato alla Fox, ribadendo di essere stato turbato dalle scene dei bambini siriani uccisi con il gas. Obama aveva preso in considerazione un raid contro la Siria nel 2013, quando Assad venne accusato di aver utilizzato armi chimiche, ma non ottenne l’autorizzazione del Congresso. In quell’occasione Trump sollecitò Obama a non intervenire in Siria.

Leggi anche: Armi chimiche e non solo. I tanti modi per uccidere in Siria

 Vietate da sempre, usate da sempre. Storia delle armi chimiche

 

 

Grateful Syrians React To @realDonaldTrump Strike: ‘I’ll Name My Son Donald’ https://t.co/7KexXsXLUx #SyrianStrikes

— Fox Nation (@foxnation) 8 aprile 2017

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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