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Trump parla di un attacco in Svezia. Che non c'è mai stato

A lanciare la moda fu Kellyanne Conway, la consigliera di Donald Trump che all’inizio di febbraio 2017 parlò con espressione afflitta del massacro di Bowling Green. Una strage mai avvenuta. Del resto era stata lei a rivendicare il diritto di raccontare una “realtà alternativa” per cui le cose non sono come sono ma come appaiono alla capacità cognitiva del singolo. Una dottrina che ha ispirato il suo capo, al punto che sabato sera – con espressione altrettanto addolorata e sgomenta – Trump ha citato un attacco in Svezia di appena 24 ore prima come un lampante esempio di cosa può provocare una immigrazione fuori controllo. Ma anche questo è un attacco mai avvenuto.

L’occcasione è un comizio di sabato pomeriggio a Orlando, in Florida: Trump si dlunga sul fenomeno migratorio in Europa e attacca i giudici che hanno bloccato il suo ordine esecutivo contro l’ingresso di musulmani. Parlando dei migranti e collegandoli agli attentati terroristici che hanno sconvolto l’Europa (Bruxelles, Parigi, Nizza), si lancia in un elenco di Paesi che hanno problemi perché accolgono migranti e rifugiati. E nella lista inserisce la Svezia, citando qualcosa che sarebbe accaduto la sera prima, venerdì 17. “Quando guardate a quel che sta accadendo in Germania, quando guardate a quel che accadeva la scorsa notte in Svezia…. Svezia! Ci credereste? Hanno accolto in gran numero (di rifugiati), stanno avendo problemi come non avrebbero mai creduto fosse possibile”. 

“Ma che si è fumato?”

Il ministero degli Esteri svedese ha chiesto al dipartimento di Stato americano una spiegazione e l’ambasciata a Washington si è messa in contatto con il dipartimento di Stato per sapere a quale presunto attentato si riferisse Trump, riporta il quotidiano svedese ‘Aftonbladet’. Le parole del presidente hanno avuto grande risonanza, tanto che l’ex premier svedese, Carl Bildt, si è domandato sul proprio account Twitter: “Svezia? Un attacco terroristico? Che si è fumato? Gli interrogativi non sono pochi”, ha scritto.

Sweden? Terror attack? What has he been smoking? Questions abound. https://t.co/XWgw8Fz7tj

— Carl Bildt (@carlbildt) 19 febbraio 2017

Alla derisione di Bildt, che è stato anche ministro degli Esteri, è seguito un vero e proprio tormentone sulla rete; e su Twitter in breve tempo hanno spopolato gli hashtag #LastNightInSweden e #swedenincident. 

In realtà, riporta il quotidiano britannico Independent, in Svezia un attacco a sfondo politico con protagonisti dei migranti c’è stato. Ma è avvenuto il 5 gennaio e a condurlo è stato un gruppo neonazista che ha preso di mira un centro di accoglienza a Goteborg.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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