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Trump spiazza i mercati, ma dopo crollo tornano in parità

Roma – La vittoria elettorale di Donald Trump che da qualche ora è il 45esimo presidente degli Stati Uniti ha determinato un crollo dei mercati finanziari. Ma i ribassi iniziali sono stati parzialmente riassorbiti dopo il primo discorso in cui il neo eletto ha promesso crescita e stop ai conflitti

I mercati hanno sempre tifato per Hillary Clinton, mentre non apprezzano Trump, considerato troppo imprevedibile e fortemente orientato al protezionismo.

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BORSE EUROPEE

Londra arretra solo dello 0,02%. Francoforte scende dello 0,89% e Parigi dell’1%. Milano peggiora intorno a metà seduta, con una perdita decisamente superiore rispetto agli altri listini. L’indice Ftse Mib segna un calo del 2,26% a 16.437 punti, All Share sul -2,03%. Piazza Affari era passata da un -3,5% in apertura al -1%, ma poi il quadro è tornato negativo, complice le stime della Commissione europea sull’andamento del Pil italiano nel 2017, rivisto al ribasso rispetto alle previsioni del governo (da +1% a +0,9%). Nel mirino le banche, con Mps -4,5%, Banco Popolare -4,3%, Bpm -4,1%, Unicredit -2,9%. Giu’ Fca (-3,7%) che i report indicano tra le societa’ piu esposte all’economia Usa. Nell’energia Eni segna -2,6%, Enel -3,3%, Italgas -4,1%, Snam -2,9%, salgono Saipem e Tenaris. Buoni rialzi per Buzzi (+4,3%), Leonardo (+3,8%), Recordati (+2,3%). 

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EURO

Dopo un avvio in forte calo il dollaro recupera, mentre l’euro è invariato a 1,1026 dollari e scende a 114,51 yen. Dollaro/yen a 103,89, in calo dell’1,2% ma in ripresa rispetto alla mattinata quando è a quota 102. Piatta la sterlina a 1,2379 sul dollaro. 

WALL STREET

Per Wall Street si prevede un avvio in calo ma senza panico. Nel prelistino i future sul Dow Jones sono i discesa dell’1,42%, quelli sullo S&P dell’1,39% e quelli sul Nasdaq dell’1,76%. Secondo gli esperti l’andamento dei mercati dipenderà molto dalle prossime scelte di Trump, che oggi, nel commentare i risultati a lui favorevoli, ha usato toni più concilianti rispetto a quelli aggressivi tenuti durante la campagna elettorale. Se nei prossimi giorni il suo messaggio si manterrà pacato i timori dei listini potrebbero rientrare, mentre se deciderà di mettere l’accento sul protezionismo, i dazi doganali, l’immigrazione e su bruschi cambiamenti al vertice della Fed, i mercati potrebbero reagire negativamente.

In ogni caso i titoli del settore della sanità potrebbero diventare molto volatili, mentre quelli del comparto finanziario potrebbero avvantaggiarsi, perché i repubblicani si sono sempre caratterizzati come dei nemici della legge Dodd-Frank, introdotta dopo la crisi finanziaria per regolamentare il settore. In bilico i titoli del settore energia, che risentono delle posizioni di Trump favorevole allo shale gas e allo shale oil, il cui aumento della produzione negli Usa potrebbe innestare una ricaduta dei prezzi del greggio. 

 

 

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