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Tsipras alla prova del Parlamento. Ma il governo perde altri pezzi

(AGI) – Atene, 15 lug. – La presidente del Parlamento di Atene, Zoe Constantopoulou, ha rivolto un appello ai colleghi deputati a votare “no” al piano di austerita’, parlando di un “ricatto dei creditori” nei confronti della Grecia.

Si e’ aperta cosi’ la seduta piu’ dolorosa per il Parlamento greco, che dovra’ dare il via libera, entro mezzanotte, alle riforme imposte dall’accordo siglato a Bruxelles con l’Eurogruppo, condizione necessaria per riceverere nuovi aiuti.

Il premier, Alexis Tsipras, e’ a caccia di voti, dopo la spaccatura nel suo partito, suggellata dalla dichiarazione di Constantopoulou, tra i maggiori esponenti dell’area radicale di Syriza.

“Questo Parlamento non deve accettare il ricatto dei creditori”, ha scandito Constantopoulou, “nella piena consapevolezza di quanto sia cruciale il momento, penso sia dovere del Parlamento non consentire che si realizzi questo ricatto”, ha avvertito, ricordando che i creditori devono rispettare le procedure parlamentari e non possono imporre scadenze per l’approvazione di leggi. I deputati sono chiamati ad approvare riforme del lavoro, delle pensioni, l’aumento dell’Iva e l’introduzione di altre imposte: misure di austerita’ respinte nel referendum del 5 luglio.

Dopo l’addio di Yanis Varoufakis, il governo Tsipras continua a perdere pezzi: ha lasciato il vice-ministro delle Finanze, Nadia Valavani, e hanno annunciato di votare contro il piano diversi rappresentanti di Syriza e del governo, guidati dal ministro dell’Enetgia, Panagiotis Lafazanis.

E oltre la meta’ della direzione del partito di Tsipras sarebbe intenzionato a votare contro le misure. Oltre meta’ direzione Syriza contro l’accordo Oltre la meta’ della direzione del partito Syriza sarebbe intenzionato a votare contro le misure concordate con le istituzioni in cambio del salvataggio della Grecia. Lo riporta il sito online del quotidiano ellenico Kathimerini spiegando che su 201 membri del comitato centrale del partito, 109 sarebbero contro l’intesa. (AGI) .

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