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Tsipras, nostra proposta domani Grecia cavia-austerita' da 5 anni

(AGI) – Strasburgo, 8 lug. – “Da cinque anni la Grecia e’ stata trasformata in un esperimento di austerita’”. Lo ha detto il premier greco Alexis Tsipras nel suo atteso intervento all’Europarlamento in cui ha assicurato che “il governo greco sottoporra’ domani all’Eurozona un programma di credibili riforme per trovare una soluzione equa e fattibile alla crisi”. L’Unione europea “sia democratica o avra’ difficolta’ enormi a sopravvivere nel futuro”, ha ammonito il premier greco. Il ‘no’ del popolo greco al referendum sul piano dei creditori “non e’ stata una scelta di spaccatura con l’Europa”, ma un segnale della “volonta’ di tornare ai valori che stanno alla base dell’Ue”, ha aggiunto Tsipras, spiegando anche che “i soldi che abbiamo preso in questi anni sono serviti per salvare le banche e non sono mai arrivati al popolo greco”. Tsipras ha poi fornito la sua analisi della situazione greca. “Noi – ha ricordato – siamo al governo da cinque mesi e mezzo ma la politica di dura austerita’ va avanti da cinque anni e mezzo e non ha prodotti i risultati sperati”.

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“La mia patria negli ultimi anni e’ diventata una cavia ma questo esperimento non ha funzionato”, ha aggiunto il premier. Negli ultimi anni, “la Grecia ha fatto una scelta molto difficile che ha indebolito moltissimo il popolo ellenico”, ha aggiunto Tsipras, parlando di una “prova enorme” imposta “anche a tanti altri popoli che hanno dovuto seguire programmi di austerita’, ma non cosi’ lunghi”. “Non e’ un’esagerazione dire che la Grecia e’ diventata una cavia ma questo esperimento, dobbiamo ammettere tutti, che non ha funzionato”, ha concluso il premier greco. Dinanzi all’europarlamento, il premier greco Alex Tsipras ha riconosciuto l’enorme responsabilita’ dei governi passati nella crisi attuale, crisi la cui responsabilita’ dunque lui non addossa al resto dei partner europei.

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“Non sono tra quei politici che dicono che i problemi nella loro patria sono colpa degli stranieri: per tantissimi anni i governi greci hanno creato uno Stato clientelare, hanno alimentato la corruzione tra politica e imprenditoria e arricchito solo una certa fetta del popolo: il 10% del popolo detiene il 56% della ricchezza del Paese; e questa enorme ineguaglianza unita ai programmi di austerity, invece di correggere, ha appesantito la crisi”. La Grecia e le istituzioni europee hanno la responsabilita’ storica di trovare nei prossimi giorni “un compromesso che eviti una rottura storica”: ne e’ convinto il premier greco ALexis Tsipras, che nel suo intervento al Parlamento europeo in sessione plenaria a Strasburgo ha ricordato che la crisi greca e’ in realta’ “un problema europeo per il quale serve una soluzione europea”. Ma, ha aggiunto, “le nostre proposte per finanziare i nostri obblighi e ristrutturare il nostro debito non peseranno sui contribuenti europei”.

Il Parlamento europeo a Strasburgo aveva riservato un’accoglienza rumorosa al premier greco Alexis Tsipras . Al suo ingresso nell’aula della sessione plenaria, Tsipras e’ stato accolto da urla e applausi di incoraggiamento ma anche da fischi e “buuu” provenienti dai banchi degli Eurodeputati. Molti gli abbracci degli eurodeputati dei banchi dei compagni di partito Syriza, della sinistra europea Gue e dagli euroscettici, in particolare l’Ukip di Nigel Farage e la destra di Marine Le Pen. Tsipras ha accettato di partecipare al dibattito dell’Europarlamentare proprio il giorno dopo che l’Europa ha fissato la scadenza di domenica come ultima possibilita’ di trovare un accordo per i nuovi aiuti finanziari. Entro domani, il governo greco deve presentare il famoso “piano credibile di riforme” che i partner chiedono da mesi.

Il discorso di Tsipras e’ stato preceduto da quelli del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e da quello della Commissione Jean-Claude Juncker, che hanno ribadito l’urgenza della situazione, la scadenza di domenica e il rischio gravissimo di un’uscita della Grecia dall’Euro, con tutte le drammatiche conseguenze per la Grecia e l’Europa intera. “E’ il momento piu’ difficile della storia dell’Unione europea e dell’Euro”, ha ribadito Tusk.

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