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Tsipras presenta il nuovo governo, tre ministri pro euro

(AGI) – Roma, 27 gen. – Rispettando i tempi serrati che lo hanno portare a siglare l’alleanza di governo a pochissime ore dalla chiusura dei seggi, Alexis Tsipras ha gia formato il nuovo esecutivo di 12 ministri, al posto dei 18 del precedente governo di Antonis Samaras. In totale, tra viceministri e sottosegretari, i membri dell’esecutivo sono 40, di cui 6 donne. L’unico dicastero affidato a un esponente del partito con cui Tsipras ha formato l’alleanza – la destra euroscettica dei Greci Indipendenti – e’ la Difesa, dove va il leader della formazione, Panos Kammenos. Vice premier e’ il fedelissimo di Tsipras e dirigente di Syriza, Ioannis Dragasakis. L’economista Yanis Varoufakis, cervello economico della sinistra radicale, autore della proposta di rinegoziazione del debito da 240 miliardi di euro che Atene ha con la troika (Bce-Ue-Fmi, che salvo’ Atene dal fallimento), gestira’ il complicato capitolo delle finanze, guidando il dicastero. Agli Esteri va Nikos Kotzias, esperto di politiche europee, ex presidente di un think tank del ministero degli Esteri greco e ‘fellow’ ad Harward. Oggi ha rotto il silenzio Angela Merkel, che, a 48 ore dall’esito del voto, ha mandato un telegramma di congratulazioni al nuovo premier: “Arrivate in un momento difficile e avete grande responsabilita’, ha scritto il cancelliere tedesco, “vi auguro forza e successo”. Sul fronte dello spinoso capitolo del debito, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si e’ detto “fiducioso” che si trovi una soluzione: “E’ interesse di tutti che la Grecia resti nell’euro, compresa la Grecia”. Domani ad Atene arriva il presidente dell’europarlamento, Martin Schultz, ma sara’ il giorno dopo il primo incontro tra il neopremier e il capo dell’eurogruppo e ‘custode’ della moneta unica, Jeroen Dijsselbloem. Per ora, il principale portavoce economico di Syriza, Euclid Tsakalotos, ha detto che “non e’ realistico” aspettarsi che la Grecia paghi tutti i suoi debiti e ha sottolineato che i creditori dell’Ue devono essere disposti a rinegoziare il debito. “Nessuno crede che il debito della Grecia sia sostenibile”, ha dichiarato. “Non ho conosciuto alcun economista che onestamente ti dica che la Grecia paghera’ tutto questo debito: non e’ possibile”. (AGI) .
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