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Turchia: Erdogan, non fissarsi con Ue; meglio il patto di Shangai

Istanbul – “Sarebbe sbagliato intestardirsi a voler entrare nell’Ue, la Turchia potrebbe vagliare nuove opzioni, come entrare a far parte del patto di Shangai”. Con queste parole il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, di ritorno dall’Uzbekistan, ha risposto alle domande dei giornalisti in aeroporto, affermando che l’ingresso nell’Ue “non può rappresentare una fissazione”. Il presidente ha poi ricordato che l’aspirazione di Ankara a far parte dell’Unione Europea, risale al 1960. “Come è possibile rimanere in sala d’attesa 56 anni?” ha polemizzato Erdogan.

Il gruppo di Shangai (SCO), un accordo a guida russo-cinese dai risvolti in ambito sia economico che di sicurezza, comprende anche Tajikistan, Kyrgyzstan e Kazakistan, ma ha visto le proprie attività e interessi allargarsi a Pakistan, India e Uzbekistan. In bilico la posizione dell’Iran, rispetto a cui Erdogan ha dichiarato che “Putin sta valutando il da farsi”. Non è la prima volta che Erdogan prospetta l’ingresso della Turchia nello SCO, una prospettiva presentata ogni volta che i negoziati con Bruxelles giungono a un punto morto.

Erdogan ha ribadito che la Turchia “aspetterà fino alla fine dell’anno”, ma si è detto contrariato all’idea che siano state facilitate le procedure o aboliti i visti per i cittadini provenienti da Paesi del Sudamerica, “mentre i turchi sono ancora in attesa di una risposta”. Allo stesso tempo, il presidente ha ribadito che i 3 milioni di euro promessi dall’Europa, per la gestione della crisi dei rifugiati, non sono ancora stati consegnati.

Le dichiarazioni di Erdogan hanno avuto un’immediata eco in Russia. Alexey Puskov, membro del Comitato della Difesa, ha definito “un passo logico”, la possibilità che la Turchia presenti la propria richiesta di adesione al patto di Shangai (SCO). 

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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