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Turchia: Erdogan spiega svolta,"raid e blitz ancora per 3-4 mesi"

(AGI) – Ankara, 23 lug. – I raid degli F-16 turchi contro postazioni dell’Isis rappresentano “un passo diverso” che Ankara ha dovuto intraprendere a causa dei “cambiamenti nel nord della Siria”: lo ha spiegato il presidente Recep Tayyip Erdogan, che conversando con i giornalisti a Istanbul ha illustrato la svolta che ha portato a colpire per la prima volta obiettivi jihadisti. Il leader turco ha anticipato che le operazioni antiterrorismo potrebbero durare “3 o 4 mesi” e ha avvertito che durante questro periodo “il Paese non puo’ assolutamente permettersi di rimanere senza governo”, un riferimento alla necessita’ di formare il nuovo esecutivo. Erdogan ha confermato che la base aerea turca di Incirlik diventera’ base Nato e ospitera’ il quartier generale della lotta all’Isis nella regione. La base potra’ essere impiegata per i bombardamenti contro postazioni jihadiste, sia pure “in una certa cornice” di regole. La nuova linea di Ankara arriva dopo che lunedi’ scorso un kamikaze turco simpatizzante dell’Isis aveva fatto strage di 32 giovani a Suruc, nel sud della Turchia. Dal presidente turco e’ venuta anche la conferma dell’accordo raggiunto con Barack Obama per combattere insieme contro la minaccia del Califfato. Commentando le retate antiterrorismo lanciate dalle forze turche con 297 arresti tra i militanti dell’Isis, del Pkk e brigatisti del Dhkp-c, il presidente turco ha assicurato che proseguiranno le “azioni decisive” e questi gruppi dovranno deporre le armi o “pagarne le conseguenze”. Dichiarandosi soddisfatto “per le misure e i provvedimenti presi” presi, il presidente turco ha assicurato che “la lotta ad organizzazioni terroristiche, qualunque sia la loro matrice, va avanti”. Sulla possibilita’ di nuove operazioni Erdogan non si e’ pronunciato, preferendo far presente che “nei 13 anni al potere” il suo partito “ha fatto tutto il possibile per pacificare l’area curda ed eliminare le organizzazioni terroristiche”, un processo di pace il cui esito si e’ rivelato diverso da quello atteso “anche per gli sviluppi in Siria, che hanno ridato fiato a chi voleva l’indipendenza e vanificato i nostri sforzi”. (AGI) .
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