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Turchia, la Convenzione di Roma e il precedente francese

Roma – La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali (Cedu) e’ stata promossa dal Consiglio d’Europa ed e’ stata firmata a Roma nel 1950. La Cedu, in vigore nei 47 Paesi membri del Consiglio d’Europa, prevede che ogni cittadino possa rivolgersi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per denunciare le violazioni commesse dai singoli Stati.
La Convenzione puo’ essere soggetta a due tipi di limitazioni: restrizioni e deroghe. Le restrizioni riguardano specifiche fattispecie di reato e hanno carattere continuativo (ad esempio in Italia il “carcere duro” per i reati di mafia, il 41 bis, che limita fortemente alcune garanzie procedurali e i diritti dei detenuti). Le deroghe sono invece temporanee e sono ammesse in caso di guerra o di un pericolo pubblico che “minaccia la vita della nazione”, caso quest’ultimo invocato dalla Francia nel novembre scorso e ora dalla Turchia.
Dopo le stragi del 13 novembre a Parigi, la Francia ha annunciato che per tre mesi non avrebbe rispettato la Cedu per quanto riguarda il diritto a un equo processo e la tutela della liberta’ d’espressione e di associazione e il rispetto della privacy. La sospensione puo’ restare in vigore fino a quando l’esecutivo mantiene lo stato d’emergenza nazionale.
La sospensione dei diritti fondamentali ha comunque un limite ben preciso, stabilito dall’articolo 15 della stessa
Cedu: il diritto alla vita e i divieti ai lavori forzati, di irretroattivita’ della legge penale e di tortura restano comunque validi. (AGI)

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