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Turchia: raid polizia a Ipek Media, secondo in pochi giorni

(AGI) – Istanbul 9 set. – La polizia turca ha effettuato questa mattina un blitz presso la sede della societa’ Koza Ipek, attiva soprattutto nell’ambito dell’informazione. Lo riporta Bugun, quotidiano appartenente allo stesso gruppo Koza, che parla di un’accurata ispezione degli uffici effettuata questa mattina, la seconda operazione di polizia in pochi giorni nei confronti del gruppo, con la differenza che questa volta l’ispezione si e’ allargata alla Koza Altin, branch che si occupa di estrazioni minerarie, sulla quale pendono sospetti di evasione fiscale. Lo scorso primo settembre il primo blitz aveva avuto luogo ad Ankara e, in contemporanea in altre sedi minori del gruppo. Nell’occasione furono emessi 6 ordini di custodia cautelare, di cui uno diretto all’amministratore delegato Akin Ipek, inapplicabile per la assenza dello stesso dal Paese. Tutti gli altri manager arrestati sono stati poi rilasciati nell’arco delle 24 ore successive. In quell’occasione il blitz fu diretto al quartier generale di Ipek Media ad Ankara per poi essere esteso alla sede centrale dell’Universita’ appartenente allo stesso gruppo. Le operazioni, condotte dalla sezione crimini finanziari e societari del ministero delle Finanze (MASAK), portarono al sequestro di computer e documenti. Uomini politici legati al partito della giustizia e dello sviluppo Akp hanno spesso indicato le societa’ del gruppo come vicine all’ideologo islamico e multimiliardario Fetullah Gulen, autoesiliatosi negli Usa e acerrimo nemico del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dopo esserne stato alleato per anni. L’organizzazione legata a Gulen e’ stata negli ultimi mesi dichiarata dall’Akp, alla stregua di una organizzazione terroristica. Secondo l’Akp infatti Gulen avrebbe il potere di orchestrare scandali e inchieste nel Paese, influenzando cosi’ l’opinione pubblica, come avvenuto, sempre secondo l’Akp, nel caso dello scandalo tangenti del Dicembre 2013. Queste ispezioni sono mirate alla ricerca di legami finanziari con l’ideologo islamico che configurerebbero il reato di “finanziamento ad organizzazioni terroristiche”. (AGI) .
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