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Turco con machete arrestato in stazione a Venezia

Venezia – Un cittadino turco è stato arrestato a Venezia dopo che una guardia giurata lo ha visto pregare in stazione assieme ad altre 4 persone alle 5 del mattino e dopo che i controlli della polizia hanno fatto scoprire un machete nel suo zaino e una pietra appuntita ricavata da un sampietrino nello zaino.  Insieme a lui sono stati fermati anche altri cinque giovani turchi, di cui quattro a Milano, ma sono stati rilasciati subito in quanto è stato appurato trattarsi di studenti in Italia per un programma di scambio culturale. Le indagini della Digos hanno accertato che le altre 5 persone non avevano contatti ne’ rapporti con l’uomo, incontrato casualmente. “E’ stato un eccellente lavoro – ha detto il questore di Venezia, Angelo Sanna – con un gioco di squadra sia con Roma che con gli Stati esteri. La risposta e’ stata immediata e precisa su tutti i fronti. Voglio pensare che si tratti di un falso allarme sebbene l’uomo sia stato poco collaborativo. Ma posso pensare che potremo aver evitato qualcosa di peggio”. 

Le posizioni dei due, un 24enne domiciliato in Slovenia e un 49enne, si sono presto differenziate. Per entrambi, infatti, non risultavano segnalazioni a livello internazionale nei database dell’antiterrorismo, ma il 49enne, che sosteneva di avere una doppia cittadinanza turca e tedesca, ha iniziato a tenere un comportamento che hanno insospettito la Digos di Venezia. Non solo non sono stati trovati riscontri relativamente alla doppia cittadinanza, ma anzi un primo controllo di carattere internazionale permetteva di appurare che l’uomo era esclusivamente cittadino turco, in possesso di solo passaporto turco, con Visto Schengen scaduto. Successivamente, tramite l’Ufficio di Cooperazione Internazionale del Dipartimento della Polizia alcune fotografie del titolare di quel passaporto e di quel visto sono risultate palesemente difformi rispetto sia alla persona presente in Questura, sia rispetto alla foto sul documento dalla stessa presentato, e sulla carta d’identita’ mancava anche il timbro a secco. Queste circostanze, assieme ai comportamenti, caratterizzati da zelo religioso portato all’estremo, insofferenza rispetto all’attivita’ della Digos, continuo riferimento a non meglio precisate aderenze nell’ambito dei servizi informativi turchi, e dalla singolare circostanza della palese padronanza di svariate lingue (inglese, tedesco, francese, turco ed arabo),hanno portato all’arresto per “falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identita’ o su qualita’ personali proprie o di altri”. Una scelta prudenziale, considerata anche l’iniziativa di preghiera interreligiosa che si teneva ieri e la rappresentazione del ‘Mercante di Venezia’ per le celebrazioni dei 500 anni dalla fondazione del Ghetto ebraico nella citta’ lagunare 

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