TwitterFacebookGoogle+

Tutta la corrispondenza di Freud disponibile in digitale

La biblioteca del Congresso degli Stati Uniti ha scannerizzato e pubblicato circa 20 mila documenti privati tratti dalla corrispondenza di Sigmund Freud. Dall’enorme mole di materiale reso disponibile online, spiccano le lettere scambiate dal padre della psicoanalisi con altri giganti del secolo scorso, come Carl Gustav Jung, Albert Einstein e Thomas Mann, ma anche missive di carattere più mondano, come le cartoline dei viaggi in America spedite alla moglie o i carteggi con il nipote Edward Bernays, suo agente letterario, nei quali si lamenta del ritardo nei pagamenti dei diritti d’autore per l’edizione statunitense di “Al di là del principio del piacere”. “Sono in ritardo di tre mesi”, scrive a Edward Bernays, considerato il padre delle moderne pubbliche relazioni, “è l’unico libro che rende”.

Il pezzo forte sono ovviamente le celebri corrispondenze con l’allievo prediletto prima e rivale poi Carl Gustav Jung. In una lettera del 1910, Freud parla delle sue precarie condizioni di salute e discute della difficoltà dell’utilizzo dell’allegoria nelle interpretazioni. Tre anni dopo ci sarebbe stata la rottura, una volta compreso che la psicologia analitica andava in una direzione totalmente diversa dalla psicoanalisi e che quindi Jung non sarebbe stato come, sperava, l’erede che avrebbe portato le sue teorie nel futuro. Nella famosa missiva che segnerà la fine dell’amicizia, Freud accusa Jung di “continuare a gridare di essere normale pur comportandosi in maniera normale”, il che “dà adito a sospetti sulla mancanza di coscienza della propria malattia”. Questo rifiuto di Jung della “convenzione tra noi analisti che nessuno di noi debba vergognarsi delle sue stesse nevrosi” porta alla “proposta di chiudere del tutto le nostre relazioni personali”.

“La collezione espone la complessità dell’uomo e delle sue idee”, spiega l’archivista Margarte McAleer, che ha catalogato il carteggio, “in molte maniere diverse, questa collezione verrà analizzata più e più volte alla ricerca del suo significato”. A patto di conoscere il tedesco, è ora finalmente possibile indagare nell’anima dell’uomo che aprì le porte del subconscio.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.