TwitterFacebookGoogle+

Tutte le battaglie di Pannella che non abbiamo ancora vinto

Dalla fine del concordato Stato-Chiesa all’abolizione degli ordini professionali, alla liberalizzazione delle droghe leggere: l’eredità del leader radicale sono le sue sconfitte.

19Maggio2016 – 

«Tutti, tranne i radicali». Quante volte, sui giornali e nei servizi televisivi di cronaca parlamentare si è sentita questa frase, usata per descrivere uno consenso (quasi) unanime delle forze politiche. Fosse stato un altro partito dell’uno, o due, o zero virgola, nessuno avrebbe marcato quella differenza. Eppure, aveva senso farlo. Perché, per quanto paradossale, Marco Pannella e il Partito Radicale – nelle sue infinite e cervellotiche metamorfosi – hanno avuto un peso enorme nel determinare l’agenda politica del Paese e nel cambiarne la fisionomia culturale.

Può sembrare pleonastico ricordarne i successi, dal divorzio all’aborto, dall’abbandono del nucleare ai diritti degli omosessuali, dall’obiezione di coscienza al servizio militare sino alla responsabilità civile dei magistrati. Del resto, anche per chi non li conoscesse o se ne fosse dimenticato, lo faranno tutti, in questi giorni di coccodrilli.

Ciò che più faticosamente e sbrigativamente sarà ricordato saranno gli insuccessi di Pannella e dei suoi. O meglio, tutte le battaglie che sono rimaste minoritarie. Quelle che ancora oggi trovano il disaccordo di tutti, tranne i radicali. Spoiler, sono più di quelle vinte. E non sono meno importanti.

Ciò che più faticosamente e sbrigativamente sarà ricordato saranno gli insuccessi di Pannella e dei suoi. O meglio, tutte le battaglie che sono rimaste minoritarie. Quelle che ancora oggi trovano il disaccordo di tutti, tranne i radicali

C’è la battaglia anti-clericale per eccellenza, quella della fine del Concordato tra Stato e Chiesa. O meglio, dei retaggi di un passato fatto di privilegi fiscali e di ingerenze sulla vita politica del Paese – buon ultima quelle del Cardinal Bagnasco sulle unioni civili. E poi c’è l’abolizione della pena dell’ergastolo, oggetto di un referendum del 1981, incompatibile, a rigor di logica, con un Paese che prevede una finalità di reinserimento sociale alla pena detentiva.

C’è, sempre in tema di carceri sovraffollate e libertà personale, la battaglia per la legalizzazione delle droghe leggere. C’è la battaglia per la privatizzazione della Rai, che anche nella Terza Repubblica continua a essere ostaggio della politica.

Ancora: c’è la battaglia contro gli ordini professionali e le corporazioni, residui medievali che servono troppo spesso a cristallizzare le rendite di posizione e a impedire l’accesso al mercato. C’è la battaglia per la separazione delle carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti. C’è la battaglia per la ricerca sulle cellule staminali, che potrebbe salvare molte vite e curare altrettante malattie. C’è la battaglia per permettere anche in Italia la fecondazione eterologa. E c’è la battaglia sul diritto di decidere in prima persona sul fine vita, senza lasciare che siano altri a decidere di staccare la spina o a farci rimanere per anni a vegetare, senza alcuna speranza di guarigione.

La si può pensare in qualunque modo. Ma è indubbio che siano battaglie e questioni che tracciano il sentiero attraverso il quale un Paese decide cosa vuole essere e quel che vuole diventare. E in fondo, è questo quel che Pannella ci lascia in eredità, come fosse un testimone. Le sue sconfitte. Insieme a una lezione: che è possibile cambiare le cose anche quando nessuno le vuole cambiare. Tranne noi.

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/05/19/tutte-le-battaglie-di-pannella-che-non-abbiamo-ancora-vinto/30439/

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.