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Tutte le manie del principe Carlo (in una biografia non autorizzata)

“Spendaccione”, “capriccioso” e “ossessionato” dall’opinione pubblica: è il ritratto inedito del principe Carlo ed erede al trono britannico, tracciato dal reporter investigativo Tom Bower nella biografia non autorizzata “Rebel Prince: The Power, Passion and Defiance of Prince Charles”, appena pubblicata da William Collins.

Un libro impietoso in cui il giudizio di Bower, che per il suo lavoro ha intervistato oltre 120 persone vicine a Buckingham Palace, si può sintetizzare in una frase: Carlo “è come un sovrano del feudalesimo che guida una corte in cui non c’è spazio per la democrazia né per il dissenso”.

Tutte le manie di Carlo

Un nobile, quello descritto nel libro, in balia delle ossessioni e delle manie. Come quella legata all’igiene che lo ha spinto tempo fa, in occasione di una visita a un amico nel nord-est dell’Inghilterra, a portare con sé il suo materasso, la carta igienica, il sedile della toilette e – già che c’era – anche due ritratti delle Highlands scozzesi e il suo wiskey preferito. Pare che l’amico non abbia più rinnovato l’invito.

Il Carlo descritto da Bower, si legge sul Guardian, non sembra avere quel self-control tipico degli inglesi e obbligatorio per gli appartenenti alla monarchia; pare infatti che una volta il principe abbia letteralmente “urlato” e “tremato” alla vista di un involucro di plastica che copriva suo piatto. “E’ pellicola trasparente, caro”, lo ha rassicurato Camilla. In altre occasioni, invece, ha preso parte alle cerimonie bevendo solo martini pre-miscelati portati da funzionari di polizia in una borsa contenente anche il cibo che il principe avrebbe poi mangiato in tutta sicurezza.

L’opinione pubblica “lo fa impazzire”

Secondo quanto riporta la biografia, il principe non vive bene nemmeno il confronto con l’opinione pubblica, come dimostrerebbe un evento durante il quale, dopo essere stato informato del suo calo di popolarità, Carlo avrebbe gettato a terra un piatto. “Mamma legge il giornale, io non posso. Mi farebbe impazzire”, avrebbe detto a un ospite.

E non sarebbe la prima volta: secondo Bower il principe è solito lanciare oggetti contro la radio quando apprende notizie non gradite. Una fobia la sua che inquinerebbe anche il rapporto con i figli: per l’autore del libro Carlo è molto preoccupato per il fatto che l’opinione pubblica sia più interessata a William e Kate che a lui. E cosa direbbero i suoi sudditi se vedessero sulle monete un’immagine del loro re invecchiata? Per questo si è affrettato a fornire un ritratto di qualche anno fa in cui appare più giovane e con una chioma più folta da far stampare sulle monete che recheranno l’immagine di Carlo III. Sempre che la successione al trono avvenga in questo modo.

Un erede al trono spendaccione

Ma che re sarebbe? Non certo parsimonioso. Almeno stando a ciò che emerge dalla biografia. Pare infatti abbia speso 18.916 sterline per un viaggio a bordo del treno reale per andare da Highgrove a Penrith – che distano al massimo 3 ore e 50 in auto – per visitare un pub. Quando si tratta del suo staff, poi, il principe del Galles non ha paura dei grandi numeri: Bower sostiene che sono più di 120 le persone che lavorano per Carlo, compresi tre domestici che si occupano solo di scortare i visitatori fino all’ufficio del principe, ognuno dei quali per un brevissimo tratto.

Quattro valletti lo aiutano a cambiarsi d’abito 4-5 volte al giorno, 4 giardinieri “sdraiati a naso in giù” strappano a mano le erbacce perché Carlo non tollera l’uso di pesticidi. Mentre militari in pensione indiani si aggirano di notte con le torce in mano per raccogliere lumache dalle foglie delle piante”. Nonostante tutto, non è ma soddisfatto: “Persino il mio ufficio non ha mai la giusta temperatura. La mia vita è miserabile”, avrebbe detto. Sir John Riddell, suo segretario privato dal 1985 al 1990, racconta che Carlo veniva puntualmente nel suo ufficio lamentandosi come un bambino: “Oh, il mondo è così ingiusto, io devo sopportare questo onere tremendo e sono circondato di incompetenti!”

L’astio con il padre e l’ossessione di Lady D.

Il suo stile stravagante e costoso avrebbe anche rovinato il rapporto con il padre, il principe Filippo, il quale – si legge sul Mirror che cita la biografia, difende lo stile frugale adottato da lui e da sua moglie contro lo sfarzo del figlio. Quanto alla “principessa del popolo” Lady Diana, Bower scrive che dopo aver appreso la notizia della morte dell’ex moglie Carlo era come paralizzato dal senso di colpa e continuava a dire: “Incolperanno me, non è vero? Il mondo è completamente impazzito”.

Da Clarence House non è giunto alcun commento su quanto riportato dalla biografia e – fanno sapere – mai arriverà.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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