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Tutte le volte che nell'Europa moderna una nazione si è dichiarata indipendente

Nel Vecchio Continente la Catalogna non è la prima a dichiarare unilateralmente l’indipendenza: dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, diversi territori hanno alzato la voce e rivendicato una propria specificità, arrivando a prendere le armi per difenderla. 

Cipro, 1974: i nazionalisti greco-ciprioti fomentano un colpo di Stato con l’obiettivo di riunire l’isola alla Grecia. Il tentativo fallisce nel giro di un paio di giorni ma in quel lasso di tempo le truppe turche ne approfittano e sbarcano nel nord dell’isola a protezione della minoranza turco-cipriota. Nel novembre 1983, il leader della comunità turco-cipriota proclama l’indipendenza della “Repubblica turca di Cipro Nord”, che comprende il 38% del territorio, riconosciuta solo da Ankara. L’isola è tuttora divisa e nel 2004 la Repubblica greco-cipriota, nel sud, è entrata a far parte dell’Ue.

Lituania, 1990: A marzo Vilnius è la prima repubblica dell’Urss a dichiarare l’indipendenza. Le truppe sovietiche intervengono nel gennaio 1991 ma finiscono per ritirarsi. Tra agosto e settembre 1991 è la volta di altre nove repubbliche sovietiche. Dalla dissoluzione del blocco sovietico, sono nati 15 Paesi, tra cui i tre Stati baltici che nel 2004 hanno fatto il loro ingresso nell’Ue

Ex-Yugoslavia, 1991: i primi a dichiarare l’indipendenza sono Slovenia e Croazia, nel giugno 1991. Lubiana sarà anche la prima tra i Paesi balcanici a entrare nell’Unione europea nel 2004, mentre Zagabria seguirà nel 2013. Se in Slovenia, dopo dieci giorni di scontri, l’esercito yugoslavo si ritira, in Croazia scoppia il conflitto con la minoranza serba, sostenuta dal Belgrado, che va avanti fino al 1995. 
La Macedonia dichiara l’indipendenza nel 1991, dopo che nel referendum il sì vince con il 95%. 

  • In Bosnia-Erzegovina, il proclama viene fatto nel 1992, dopo un referendum boicottato dalla comunità serba, dando vita a una guerra sanguinosa tra serbi, croati e musulmani. Dopo tre anni e mezzo, 100mila morti e 2,2 milioni di rifugiati, si è chiusa con gli accordi di pace di Dayton.
     
  • Il Montenegro nel 2006 attraverso un referendum decide per la secessione dalla Serbia. Un’opzione legale dal momento che era prevista nella Costituzione.
     
  • Il Kosovo è stato l’ultimo tra i Paesi dell’ex Yugoslavia a dichiarare unilateralmente l’indipendenza nel 2008. Il primo tentativo risaliva al 1991 quando si tenne un referendum in favore dell’autonomia, seguito da una guerriglia contro le forze di sicurezza serbe. Pristina è riconosciuta da oltre 100 Paesi ma non ha un seggio all’Onu. Da parte sua, Belgrado continua ad avere nella Costituzione la tutela della sua storica provincia. 

Transistria, 1991: regione della Moldavia a maggioranza russofona, nel 1992 ha preso le armi per difendere l’indipendenza unilaterale proclamata l’anno precedente ma non riconosciuta da alcuno Stato. 

Nagorno-Karabakh, 1991: regione dell’Azerbaigian a maggioranza armena, ha dichiarato la secessione nel 1991, dando il via a un sanguinoso conflitto tra l’Armenia e l’Azerbaigian durato fino al 1994. Nel 2016 c’è stata una ripresa degli scontri tra i due vicini. Attualmente è tuttora considerato a livello internazionale parte dell’Azerbaigian. 

Abkhazia e Ossezia del Sud, 2008: Sono due regioni separatiste della Georgia che nell’agosto 2008 sono state al centro della guerra scoppiata tra Tbilisi e Mosca. Sono riconosciute solo da Nicaragua, Venezuela e Nauru. 

Ucraina, 2014: Le regioni orientali ucraine, storicamente russofone, hanno dichiarato l’indipendenza nel 2014, ribattezzandosi ‘repubblichè di Lugansk e Donetsk. Largamente dipendenti dalla Russia, non sono riconosciute dalla comunità internazionale. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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