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Tutte le volte di Barack Obama e Matteo Renzi insieme

di Rita Lofano

Washington – “Dear Michelle”. Iniziava così la lettera che nel gennaio del 2008, il premier Matteo Renzi – allora presidente della Provincia di Firenze – scrisse a colei che 10 mesi più tardi sarebbe diventata first lady, con l’elezione del marito, Barack Obama, alla Casa Bianca dove il prossimo 18 ottobre il capo del governo italiano sarà accolto per una visita ufficiale, con cena di stato. “Sentiamo di condividere uno spirito, un approccio alle cose…è per questa ragione che vorremmo vederla insieme ad Obama qui a Firenze”, recitava la missiva di Renzi a Michelle nel 2008. Esattamente due anni dopo, nel gennaio del 2010, proprio alla Casa Bianca, ci fu la prima stretta di mano tra Barack Obama e Renzi – che nel frattempo era diventato sindaco del capoluogo toscano – in occasione della conferenza dei primi cittadini americani. “Davvero? Sei il sindaco di Firenze? La città con i migliori ristoranti del mondo”, disse il presidente Usa stringendogli la mano, probabilmente senza immaginare che nel giro di quattro anni si sarebbero trovati insieme al tavolo dei “Grandi”.

PASSANDO PER LA CONVENTION DI CHARLOTTE

Renzi venne invitato ad assistere alla convention del Partito Democratico americano a Charlotte, nella Carolina del Nord, nel 2012 , quando Obama venne “rinominato” per la corsa alla presidenza. L’allora sindaco di Firenze era il volto nuovo delle primarie del Pd italiano. Era stato invitato a Charlotte dal Center for American Progress, il think tank fondato da John Podesta, attuale capo della campagna elettorale della candidata democratica Hillary Clinton.

SEDUTI AL TAVOLO DEI “GRANDI” E LA VISITA A ROMA DI OBAMA

Per Matteo Renzi e Barack Obama, la prima volta insieme al tavolo dei “Grandi” è stata al terzo vertice sulla sicurezza nucleare dell’Aja, in Olanda, che si è aperto il 24 marzo del 2014 e che ha preceduto il G7 voluto dagli Usa dopo la cancellazione del G8 di Sochi, in Russia, per la crisi ucraina.

Pochi giorni dopo, il 27 marzo, il presidente americano è volato a Roma ed è stato ricevuto dal premier a Villa Madama. Si sono poi rivisti al G7 di Bruxelles, a giugno del 2014, quando Obama scherzò sui capelli bianchi “spuntati” a Renzi. Prima del summit c’era stata una ‘conference call’ sulla crisi in Ucraina (il 25 aprile) alla quale hanno partecipato, insieme a Renzi e Obama, la cancelliera tedesca Angela Merkel, l’ex premier britannico David Cameron e il presidente francese Francois Hollande.

All’11 agosto del 2014 risale invece la telefonata tra Renzi e Obama incentrata su Iraq, Libia, Ucraina e il rinnovato interesse per l’Africa. Erano entrambi al G7 nel castello di Elmau, in Baviera nel giugno del 2015 e al summit dei Sette Grandi che si è svolto in Giappone lo scorso maggio.

Obama e Renzi si sono incontrati al G20 di Brisbane, in Australia, nel novembre del 2014, a quello di Antalya, in Turchia, a novembre del 2015, e al G20 in Cina, a Hangzhou, lo scorso settembre.  Il primo aprile di quest’anno si sono inoltre visti a Washington, al quarto vertice sulla sicurezza nucleare, e poi, il 25 aprile, ad Hannover, in Germania, per la riunione informale con la cancelliera tedesca Merkel, Hollande e Cameron.

COP 21

Se il 30 novembre del 2015 Obama e Renzi erano entrambi a Parigi per la conferenza alla conferenza Onu sui cambiamenti climatici (Cop21) , il 22 aprile del 2016 si sono ritrovati a New York, nella sede delle Nazioni Unite, dove l’accordo sul clima è stato ratificato.

A luglio del 2016 è stata la volta del vertice Nato di Varsavia.

 

 

L’ASSEMBLEA GENERALE DELL’ONU

Le ultime tre assemblee generali dell’Onu hanno rappresentato tre ulteriori occasioni di incontro per Renzi e Obama. Nel 2014 in particolare, a margine del 69esimo vertice delle Nazioni Unite, i due leader si videro anche ad un evento al Waldorf Astoria insieme alle rispettive first lady, Agnese e Michelle.

RENZI ALLA CASA BIANCA

La prima visita di Renzi premier alla Casa Bianca risale al 17 aprile del 2015. Venne ospitato alla Blair House, residenza ufficiale del governo degli Stati Uniti: un onore non concesso a tutti leader stranieri. Un’ora e mezza di confronto nello Studio Ovale seguito da un pranzo, sempre alla Casa Bianca. Il feeling si percepisce anche nei gesti, con Obama che mette la mano sulla spalla di Renzi mentre lasciano la East Room, dopo la conferenza stampa congiunta. A poco più di un anno da quell’incontro, le porte della Casa Bianca si spalancheranno di nuovo per Renzi martedì 18 ottobre, per l’ultima cena di stato di Obama alla Casa Bianca. (AGI)

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