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Tutti alla caccia di “John il Jihadista”

Caccia al tagliagoleUna volta c’era Jack lo Squartatore, oggi c’è “John il Jihadista”. I tempi cambiano, ma la psicologia di massa rimane sempre la stessa.

“Svolta nel caso Foley – ha titolato l’ANSA identificato jihadista John.”

“Svolta nella caccia al boia – gli fa eco La Stampa un rapper londinese principale sospettato.”

Sempre dall’ANSA leggiamo:

“Il Regno Unito si prepara a moltiplicare i ricorsi alla cosiddetta ‘prerogativa reale’ che permette al governo di ritirare il passaporto a chi intende uscire dal Paese per partecipare ad attività terroristiche”. Theresa May, ministro degli interni britannico, ha detto: “Dobbiamo fermarli. Dobbiamo impedire che continuino a partire da qui per combattere in Siria e Iraq”.

Ve la vedete la scena all’aeroporto:

– Lei dove va, scusi?

– Vado in Siria, perchè? […]

– Non andrà mica a tagliare la testa a qualcuno?

– Ma io veramente…

– Mmmmh, lei ha una brutta aria, non mi fido. Mi spiace, ma lei non può partire.

– Ma come, scusi ..

– Lei resta qui. Preferiamo mille volte che tagli la testa a qualcuno in casa nostra, piuttosto.

Sempre il ministro May ha detto: “Siamo nel pieno di una battaglia generazionale contro un’ideologia estremista di morte”. Cioè, un rapper del cazzo decide di andare in Siria per giocare un pò al terrorista, e noi di colpo siamo dentro ad una “battaglia generazionale”?

Poi c’è l’email mandata dall’Isis ai genitori di Foley, che sembra scritta da uno sceneggiatore di Hollywood strafatto di candeggina: «Finora non abbiamo attaccato i vostri cittadini al sicuro nelle loro case, nonostante la nostra capacità di farlo! Oggi le nostre spade sono sfoderate contro di voi, governi e cittadini. E non ci fermeremo finché avremo saziato la nostra sete del vostro sangue. Voi non avete risparmiato i nostri deboli, vecchi, donne e bambini, e noi non risparmieremo i vostri».

Manco sull’Intrepido degli anni ’70 trovavi delle cazzate del genere.

Eppure, anche in America ci stanno marciando alla grande: “Il governatore del Texas Perry ha avvertito che i terroristi potrebbero infiltrarsi dal Messico.” E quindi cosa farà? Ne approfitterà per raddoppiare il numero dei suoi pistoleri lungo il confine, naturalmente.

“E il senatore dell’Oklahoma Inhofe ha detto che l’Isis sta rapidamente sviluppando un metodo per far esplodere una grande città americana.” Mentre tutti aspettiamo di scoprire quale sarà mai questo “metodo per far esplodere una grande città americana”, stiamo certi che anche Inhofe ne approfotterà per chiedere rinforzi a livello federale.

Come vedete, dal terrorismo ci guadagnano tutti, sull’una e sull’altra sponda dell’Atlantico. Gli unici che non riescono mai a trarne un vantaggio, curiosamente, sono proprio i presunti terroristi.

Massimo Mazzucco

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4530

 

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