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Tutti gli scandali che hanno colpito le Ong della Gran Bretagna

Un giornalista del Daily Mail ha raccolto in un libro gli scandali delle Ong caritatevoli in Gran Bretagna che muovono oltre 110 milioni euro l’anno.

The great charity scandal, Il grande scandalo della carità. È il titolo del libro-inchiesta di David Craig, giornalista del Daily Mail, che racconta così la grande inchiesta sugli scandali che hanno travolto la beneficenza britannica: “Molte associazioni di beneficenza sono mostri famelici che mettono al primo posto i propri interessi“.

Si va da dirigenti che affittano ville con piscina, fino a ignari cittadini caritatevoli che hanno involontariamente finanziato l’estremismo islamico. Nessuno sembra immune a quella che sembra essere un’epidemia, nemmeno la storica Halo Trust, tanto amata da Lady Diana che si faceva fotografare nei territori pieni di mine antiuomo. Poco meno di un mese fa l’attrice Angelina Jolie ha lasciato la Ong accusando i vertici di trattenere per sé salari troppo elevati, ma allo stesso tempo di pagare profumatamente le consulenze: due esperti sono stati pagati rispettivamente 25mila e 100mila sterline per meno di due mesi di lavoro. Ma lo spreco della Halo non si fermerebbe qui. Sempre secondo Craig, l’organizzazione pagherebbe costose scuole private per i figli dei dirigenti e avrebbe speso 270mila sterline per un documentario mai diffuso.

Lo scandalo della Halo Trust, come detto non è il solo. Durante l’estate è finita nell’occhio del ciclone la Kids Company, associazione per l’aiuto dell’infanzia. La fondatrice, Camila Batmanghelidjh originaria dell’Iran, spendeva 5mila sterline al mese per affittare una residenza con piscina, ma soprattutto donava 800mila sterline a persone esterne all’associazione senza apparente motivo.

Altra storia di mala-carità è quella della Fatiha-Global. Sulla carta di occupava di portare supporto ai profughi siriani in fuga dalla guerra, ma in realtà dirottava i fondi per comprare armi per lo Stato Islamico. Al momento l’organo che controlla le autorizzazione per le associazioni di carità, la Charity Commission, ha bloccato le attività della Ong per investigare. Intanto anche tra i deputati serpeggia il malumore: “Se queste accuse verranno confermate i contribuenti britannici hanno inconsapevolmente finanziato l’Is e altri gruppi terroristici in Siria e in Medio Oriente” fa sapere un deputato laburista.

L’ultimo aspetto finito nell’occhio del ciclone è quello legato al lobbing. Da più parti, all’interno del parlamento, si levano voci contro i metodi che molte associazioni adottano con privati e contro lo Stato, definendoli al limite del “bullismo”.

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